Dal 27 giugno la Georgia sarà ufficialmente “nazione associata” all’Ue

Irakli GaribashviliL’Accordo di Associazione e Libero Scambio tra la Georgia e l’Unione Europea verrà siglato a Bruxelles il prossimo 27 giugno: lo ha annunciato il premier Irakli Garibashvili in occasione della visita a Tbilisi del presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Un annuncio che arriva un po’ a sorpresa, dato che i rappresentanti del governo georgiano avevano in precedenza ipotizzato che la conclusione delle trattative sarebbe potuta avvenire in autunno. “La firma dell’accordo – ha sottolineato Garibashvili – è molto importante per la Georgia, ed avvierà un processo irreversibile per  il nostro ingresso effettivo nell’Ue”. E in vista ormai della firma, Bruxelles ha già stanziato aiuti economici per 30 milioni di euro in favore della repubblica caucasica Continua a leggere

La Georgia sempre più vicina all’Ue: “Obiettivo difficile ma possibile”

Irakli Garibashvili“La Georgia vuole diventare un membro a tutti gli effetti della grande famiglia europea”: lo ha dichiarato ieri il premier georgiano Irakli Garibashvili durante un’intervista televisiva, in cui ha voluto sottolineare che l’ingresso nell’Ue di Tbilisi “rappresenta un traguardo difficile da raggiungere, ma non irraggiungibile”. Garibashvili ha voluto così rispondere a coloro che criticano questa svolta europeista della Georgia: “Non c’è niente di anormale in questo percorso, che il nostro Paese ha iniziato secoli fa: semplicemente, è un processo politico naturale avviato dai nostri illustri antenati, che noi andiamo a completare”. Nonostante la prudenza del governo, l’iter di avvicinamento di Tbilisi a Bruxelles sembra comunque procedere senza particolari ostacoli Continua a leggere

Russia, tempesta politica in arrivo: arrestato Udaltsov, leader anti-Putin

Prima “vittima” illustre del documentario-shock trasmesso la scorsa settimana dallemittente privata russa NTV, che mostrerebbe il leader della sinistra nazionalpopulista Sergei Udaltsov pianificare una serie di manifestazoni anti-Putin insieme ad uno dei principali fautori della Rivoluzione delle Rose in Georgia: si tratta proprio dello stesso Udaltsov, fermato dalle forze speciali russe con l’accusa di aver organizzato disordini di massa e rischia dieci anni di carcere.  Attualmente, l’uomo si trova in stato di fermo nei locali della SKR, la Commissione Investigativa russa, una struttura del Ministero dell’Interno che si occupa di reati politici a sfondo terroristico ed eversivo. L’arresto arriva a poco più di una settimana dalla messa in onda di “Anatomia di una protesta 2“, un reportage in cui una telecamera nascosta mostrava un uomo molto somigliante a Udaltsov incontrarsi a Minsk con il georgiano Givi Targamadze, molto vicino al presidente Saakashvili, e discutere sulle modalità per prendere il potere in diverse città della Russia. Continua a leggere

Il Sogno Georgiano e la Rivoluzione delle Rose rinsecchite

Dopo quella Arancione in Ucraina e dopo quella dei Tulipani in Kirghizistan, anche l’ultima rivoluzione “colorata” rimasta in circolazione, quella delle Rose in Georgia, è arrivata al capolinea. Chi di marketing politico colpisce, di marketing politico perisce: potremmo così commentare a pesante sconfitta elettorale subita dal filo-americano Mikeil Saakashvili ad opera di Sogno Georgiano, un movimento d’opposizione dal nome ammiccante quasi quanto le Rose del presidente, che strappa un’inattesa maggioranza parlamentare e apre un futuro d’incognite per l’uomo che aveva promesso di tagliare i legami politici con l’ingombrante vicino russo. Tra dodici mesi la Georgia sarà infatti chiamata ad eleggere il suo nuovo capo dello Stato, e Saakashvili si presenterà a questa consultazione debole come mai è stato nella sua quasi decennale esperienza politica. Quando con la sua Rivoluzione delle Rose nel 2003 spodestò l’allora presidente, quell’Eduard Shevarnadze ministro degli Esteri della perestrojka gorbacioviana, si presentò al mondo come l’elemento di novità che avrebbe cambiato il volto non solo della Georgia ma anche dell’intero spazio ex sovietico. Continua a leggere