Crisi ucraina, Sarkozy: serve una forza di pace nel Donbass

Nicolas SarkozySarà forse per via del ruolo assunto dal suo successore e rivale François Hollande nella mediazione tra Usa, Ue e Russia, fatto sta che l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha voluto dire la sua sulla crisi in Ucraina, giunta in queste ore al fatidico bivio guerra o pace. Intervenendo ieri al Consiglio Nazionale dell’UMP, di cui è presidente dallo scorso ottobre, Sarkozy ha usato toni da vero gollista, puntando molto sull’orgoglio francese e sull’autonomia decisionale che Parigi e l’Europa devono avere rispetto a Washington. «Europa e Russia fanno parte di una cultura comune: gli interessi degli americani verso i russi non sono gli stessi degli europei» ha dichiarato “Sarkò”, aggiungendo che la Francia non vuole un revival della Guerra Fredda. L’ex inquilino dell’Eliseo si è soffermato poi sulle questioni della Crimea e del Donbass, analizzandole con un sano realismo politico, lo stesso che è mancato in molti leader europei negli ultimi dodici mesi Continua a leggere

Perchè l’idea di un asse anti-terrore tra Nato e Russia terrorizza Yatsenyuk

Arsenij YatsenyukLe 56 ore di morte, sangue e terrore che hanno sconvolto la Francia hanno lasciato l’Europa sgomenta e spaventata dal riapparire del fantasma del terrorismo islamico, eppure in Ucraina qualcuno non batte ciglio e continua a dar la caccia alle streghe. Il cacciatore è Arsenij Yatsenyuk, da novembre premier per volontà del popolo ucraino (e in precedenza, per volontà di qualcun altro), che all’indomani dell’assalto jihadista al settimanale satirico francese Charlie Hebdo, ha annunciato una sua terribile scoperta: gli hacker ucraini che di recente hanno violato la sicurezza informatica del governo tedesco sono al soldo di Mosca. Tanto da lasciarsi andare a suggerimenti che fanno tanto Movimento 5 Stelle: «I servizi russi la smettano di usare così i soldi dei contribuenti». Continua a leggere