Coppa del Mondo 2018: controindicazioni di un boicottaggio annunciato

Russia 2018Il Mondiale brasiliano appena concluso è stato di sicuro il torneo della delusione: lo è stato per i tifosi inglesi, spagnoli e italiani e portoghesi, che hanno visto le loro squadre rientrare in patria anzitempo e a suon di figuracce; lo è stato per francesi e belgi, che pur giocando un bel calcio hanno dovuto mestamente dire addio ai sogni di gloria; lo è stato per gli olandesi, che pur restando imbattuti, non sono riusciti nemmeno stavolta a salire sul gradino più alto del podio. La prima cosa che pensa un atleta, un tecnico, un burocrate federale o un semplice tifoso dopo un fallimento mondiale è che “la prossima volta sarà quella buona”.  Tuttavia, per le grandi deluse dal Brasile “la prossima volta” potrebbe non essere, come da calendario FIFA, tra quattro anni. E non per una mancata qualificazione alla fase finale del torneo.

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Costi raddoppiati e rischio-tangenti: Russia 2018 sarà come Brasile 2014?

In Brasile, é cronaca di questi giorni, i costi per l’organizzazione del Mondiale del prossimo anno sono diventati oggetto di una sommossa popolare, a dispetto delle manifestazioni di giubilo di qualche anno fa, quando la FIFA scelse il gigante sudamericano per ospitare l’edizione 2014 della Coppa del Mondo di calcio: corruzione, appalti pilotati e spese enormemente lievitate rispetto al budget iniziale hanno dato fuoco al malcontento e tensioni che il miracolo carioca dell’ultimo decennio sembrava aver sepolto. Accadrà lo stesso anche all’altro membro dei BRICS, la Russia, che ospiterà i Mondiali 2018? I movimenti della piazza protagonisti della campagna elettorale 2012 torneranno a farsi sentire in occasione della grande kermesse sportiva? Già un primo “antipasto” l’ha servito a fine maggio Boris Nemtsov, ex vicepremier in epoca eltsiniana e oggi uno dei principali avversari di Putin, a proposito delle Olimpiadi di Sochi del prossimo inverno. Continua a leggere

Violenza negli stadi russi, Medvedev chiede una legge più repressiva

Il governo russo si appresta a varare una nuova e più severa normativa contro la violenza negli stadi, dopo che sabato scorso, in occasione del match tra la Dinamo Mosca e lo Zenit San Pietroburgo, il portiere moscovita Shunin è stato ferito ad un occhio dallo scoppio di un petardo lanciato dagli spalti dello stadio Khimki di Mosca, forse da una ragazza al seguito degli ultras dello Zenit. Un gesto che ha costretto il numero 1 della Dinamo a ricorrere alle cure ospedaliere e l’arbitro a sospendere la partita. E’ stato lo stesso premier Dmitrij Medvedev a spingere per una rapida approvazione della nuova legge: “Si è trattato di un’azione criminale, – ha ribadito il Primo Ministro – e per questo dobbiamo cambiare la legislazione attualmente in vigore per cercare di prevenire il ripetersi di questi orribili comportamenti e assicurare alla giustizia tutti coloro che si rendono protagonisti di simili atti di teppismo. Continua a leggere