Janukovic, che gaffe: “Venite in Ucraina per le ragazze”

Come se non bastassero già le critiche in patria per la sua pessima padronanza della lingua ucraina (essendo lui russofono), da ieri il presidente ucraino Viktor Janukovic è finito nell’occhio del ciclone per un’infelice battuta a sfondo sessuale pronunciata durante il Forum Economico di Davos. Nell’ambito di una sessione dei lavori, Janukovic si è lasciato scappare una dichiarazione politically uncorrect sul ruolo che le belle ragazze ucraine dovranno avere nell’attrarre turisti e investitori stranieri in occasione dei prossimi Europei di calcio, in programma in Polonia e Ucraina dal giugno 2012. “Venite a vedere con i vostri occhi quando i castagni a Kiev cominciano a fiorire. E quando nelle città ucraine le ragazze cominciano a spogliarsi: osservare queste bellezze è qualcosa di meraviglioso”, ha dichiarato il presidente riferendosi al guardaroba estivo delle sue concittadine, con un tono così ambiguo da scatenare subito un vespaio di polemiche. Continua a leggere

Le “ragazze terribili” di Femen contro il caro-servizi

Attiviste di Femen

Attiviste fermate dalla polizia (Femen.org)

Il movimento ucraino “Femen“, noto per le sue azioni di contestazione estreme e provocatorie, è tornato a farsi sentire: ieri le “ragazze terribili” hanno inscenato – in maglietta e pantaloncini – un bagno collettivo nella fontana di Piazza dell’Indipendenza a Kiev, per protestare contro l’aumento del costo dei servizi pubblici ed in particolare per la mancata fornitura di acqua calda in molte zone della città.

Femen accusa il mancato rispetto delle promesse fatte dal presidente Viktor Janukovic in aprile sul contenimento dei prezzi dei servizi d’uso pubblico: dal 1° luglio a Kiev c’è stato un aumento del costo per alloggi e servizi comunali del 16-17% (secondo stime della locale amministrazione cittadina).
Inoltre, le attiviste denunciano le incertezze che esistono sul soggetto preposto alla fornitura di acqua calda (in alcune zone povere della città l’acqua calda è erogata a carico della municipalità): secondo Femen, i funzionari pubblici preposti avrebbero tratto profitto dalle riparazioni, con il risultato che oggi parte della popolazione della capitale non può beneficiare di ciò che le spetta.

Le attiviste di Femen sono ormai diventate famose, anche al di fuori dell’Ucraina, grazie alle loro particolari forme di contestazione: a marzo promossero uno sciopero del sesso contro l’entrata in carica di un governo di soli uomini, mentre più volte nell’ultimo anno hanno ammonito sui rischi legati al turismo ed allo sfruttamento sessuale in occasione dei Campionati Europei di calcio del 2012, attraverso cortei in costume da bagno o in lingerie.

Vedi anche:
Sciopero del sesso contro il nuovo governo ucraino

Sciopero del sesso contro il nuovo governo ucraino

Nikolaj Azarov

Il nuovo premier ucraino Azarov

È in carica da neanche una settimana, e già è finito nell’occhio del ciclone. Un record per Nikolaj Azarov, nuovo premier ucraino nominato l’11 marzo dal presidente Viktor Janukovic, che venerdì ha ricevuto la fiducia dal Parlamento per il suo governo formato da soli ministri uomini: una decisione, quest’ultima, giustificata, come avrebbe dichiarato dallo stesso Azarov, dalla necessità di avere accanto “persone capaci di lavorare 16 ore al giorno, nei weekend, in grado di assumersi responsabilità e pronte anche a dire di ‘no’ “.

C’era probabilmente il desiderio di screditare in maniera lampante l’operato dell’ex premier Julija Timoshenko dietro la decisione di Azarov di escludere la quota femminile dalle leve del nuovo potere ucraino: fatto sta che questa scelta, unita alle poco lusinghiere dichiarazioni di Azarov, ha scatenato subito un coro di proteste.

Attiviste di Femen

Due attiviste di Femen: lo striscione recita "L'Ucraina non è un bordello"

A far la parte del leone è in particolare l’associazione femminista “Femen”, che ha chiesto alle mogli e alle compagne dei membri del nuovo governo un “boicottaggio sessuale” contro i rispettivi mariti e fidanzati, “per protestare contro questo atteggiamento umiliante verso le donne ucraine”.
Secondo Femen, le ultime affermazioni del premier e quelle rilasciate da Janukovic, secondo cui “il posto di una donna è in cucina e non in politica” (anche questo un riferimento esplicito alla Timoshenko, pronunciato durante la campagna elettorale), mostra che l’esecutivo si è collocato su pericolose posizioni. “Sottolineamo – si legge in una nota dell’associazione – che persone che conservano una posizione così arcaica verso oltre la metà della popolazione ucraina non hanno diritto ad occupare importanti cariche politiche, e che in una qualsiasi altra nazione ciò avrebbe significato la fine della loro carriera politica”.

Attiva da alcuni anni, Femen ha sempre utilizzato campagne shock per sensibilizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media su temi molto delicati, quali la violenza sulle donne, lo sfruttamento della prostituzione ed il turismo sessuale: non ultima la manifestazione dello scorso luglio nelle principali piazze del Paese, quando le attiviste hanno sfilato al grido “L’Ucraina non è il bordello d’Europa”.