A Kiev va in scena la rissa elettorale

Clima infuocato a Kiev a pochi giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, in agenda domenica 17, dal cui esito dipendono sia il futuro politico dell’Ucraina, sia le relazioni diplomatiche tra la NATO e la Russia. La strategia della delegittimazione coinvolge ormai tutti e tre i candidati, il Presidente uscente Viktor Juschenko, il Primo Ministro Julija Timoshenko e l’ex premier e leader del principale schieramento d’opposizione, Viktor Janukovic, che non perdono occasione per rinfacciarsi accuse di brogli, corruzione e autoritarismo. La prima ad alzare il tono dello scontro, peraltro già elevato di suo, è stata il premier Timoshenko che, durante un’intervista in TV sabato scorso, ha paventato possibili brogli da parte dei sostenitori di Yanukovic (dato per favorito dai sondaggi) e si è detta pronta a portare gli esiti delle urne dinanzi alla Corte Suprema del Paese, se i suoi timori si dovessero rivelare fondati. Non si è fatta attendere la risposta di Janukovic, che per domenica sera ha preannunciato imponenti manifestazioni di piazza da parte dei militanti del suo partito, allo scopo di “proteggere” il risultato delle urne. Continua a leggere