L’Artico è zona militare ma la Russia non è pronta ad un’eventuale guerra

Artico russoSalvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il caso dei trenta attivisti di Greenpeace, arrestati a settembre dalla polizia russa per aver aver tentato di assaltare una piattaforma petrolifera di Mosca nell’Artico, starebbe per giungere in queste ore ad una svolta: un gruppo di nove militanti potrebbe essere scarcerato a breve dietro il pagamento di una cauzione di circa 55mila euro, il che lascerebbe sperare in un ulteriore ammorbidimento delle autorità russe nei confronti dei restanti ventuno arrestati. La grande copertura mediatica che ha ricevuto la vicenda si è – giustamente – concentrata sull’aspetto umano, ovvero sulla detenzione degli attivisti, di cui sono state raccontate storie e imprese. Una descrizione “minimalista”, che però, proprio perchè tale, non è riuscita a collocare l’azione all’interno del più ampio contesto economico e militare che oggi è l’Artico. Continua a leggere

Non si attenuano le rivendicazioni di Mosca sull’Artico

Il Canada e la Russia continuano a rimanere su posizioni contrapposte a proposito della Dorsale Lomonosov, il gigantesco crinale sottomarino che corre sotto l’Artico, verso cui i due paesi sollevano rivendicazioni territoriali, poichè entrambi  la ritengono un’estensione della propria piattaforma continentale. Un contenzioso non da poco, se consideriamo che le regioni artiche sono un vero e proprio tesoro, vista la straordinaria quantità di minerali e idrocarburi che si trovano nel sottosuolo: un giacimento di ricchezza naturale in grado di sconvolgere gli equilibri economici e geopolitici mondiali se solo finisse sotto l’amministrazione di uno stato nazionale. Continua a leggere