Ucraina, la roadmap per la pace alla sfida delle autonomie

Petro PoroshenkoLa Verkhovnaja Rada, il Parlamento ucraino, si riunirà a breve per discutere la concessione dello “status speciale” alle regioni russofone: lo ha annunciato oggi presidente Petro Poroshenko, auspicando che questo gesto possa assicurare a breve «un loro pacifico ritorno sotto la sovranità ucraina». «Il provvedimento – ha spiegato Poroshenko – autorizza, in modo temporaneo, l’attivazione di amministrazioni autonome nelle regioni di Donetsk e Luhansk, uno status speciale che comunque prefigura la loro chiara appartenenza all’Ucraina». Il provvedimento sarà discusso in Aula la prossima settimana. «La pace nel nostro Paese passa per questa nuova legge», ha sottolineato il numero uno ucraino, raccomandando ai parlamentari di sostenere attivamente il progetto di riforma: un appello diretto anche ai parlamentari russofoni, gran parte dei quali seguaci dell’ex presidente Yanukovic, sul cui contributo Poroshenko sembra contare per avviare una sorta di tentativo di riconciliazione nazionale, prime delle prossime elezioni politiche che, con tutta probabilità, ridurranno drasticamente il numero di deputati russofoni alla Rada. Continua a leggere

La realpolitik che può fermare il conflitto in Ucraina

Putin e ObamaDopo mesi di guerra e di morte, la crisi ucraina sta svoltando verso la sua più prevedibile conclusione: la nascita una nuova entità geografica che dovrebbe comprendere le due autoproclamate repubbliche russofone, quella di Donetsk e di Luhansk. Come verrà chiamata, Novorossija (Nuova Russia) o Malorossija (Piccola Russia), conterà poco. Quel che invece sarà rilevante è che l’Ucraina diventerà ciò che è stata la Germania dalla caduta di Hitler fino al crollo del Muro: il simbolo di una nuova Guerra Fredda. Nell’ultima settimana, le dichiarazioni – in rapida sequenza – della NATO, dell’Ue, della Casa Bianca e del Cremlino hanno delineato uno scenario che sembra una sorta di Yalta 2.0, dalla quale emergono una nuova cortina di ferro calata sull’Europa e due blocchi che stanno cominciando, per usare un termine tecnico, a “cristallizzarsi”. Continua a leggere

Il mistero del volo MH17: tra missili, intelligence e rotte anomale

BukE’ la domanda che ci siamo posti un po’ tutti, quando le immagini del disastro aereo avvenuto giovedì nell’Ucraina orientale hanno cominciato a occupare i siti d’informazione e i telegiornali: perchè il volo MH17 della Malaysia Airlines stava attraversando, seppur a 10.000 metri d’altitudine, una zona di guerra? Da alcuni giorni i combattimenti nella regione di Donetsk si erano fatti più intensi, arrivando a coinvolgere anche jet militari di entrambe le parti in lotta: nelle ultime ore prima della tragedia del Boeing malese, nell’area erano stati abbattuti ben tre aerei da guerra ucraini. Una situazione che rendeva bene l’idea di pericolo per gli aeromobili civili, ma evidentemente ritenuta non così grave da imporre rotte alternative agli aerei che percorrono quell’aerovia per collegare l’Europa al Sub-Continente indiano e al Sud-Est asiatico. Continua a leggere

L’Ucraina alla guerra per l’acqua: “A milioni rischiano la grande sete”

watertapNegli ultimi anni diversi studi militari hanno evidenziato come l’acqua può rappresentare un obiettivo strategico in caso di guerra: impedire l’approvvigionamento alla contendente equivale a privarla di una risorsa vitale, più preziosa delle fonti energetiche. Si è sempre ipotizzato che questo incubo potesse materializzarsi solo in Africa, o in aree dove comunque l’acqua non abbonda: invece, tutto questo rischia di avvenire, se non sta già accadendo, in Ucraina. Secondo l’Osce, i combattimenti nelle regioni orientali minacciano seriamente di lasciare senz’acqua la città di Donetsk, con conseguenze facilmente immaginabili per i quattro milioni di persone che vivono nell’area: gli osservatori inviati in missione dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno infatti diffuso un allarme delle autorità locali, secondo le quali gli scontri armati nei dintorni di Slovjansk tra le truppe di Kiev e gli insorti avrebbero seriamente danneggiato la vicina stazione di adduzione di Semynovka. Continua a leggere