Poroshenko e il giallo della “proposta indecente” a Putin: «Prendi il Donbass»

Petro PoroshenkoIl presidente ucraino Petro Poroshenko avrebbe offerto a Vladimir Putin le regioni indipendentiste russofone dell’Ucraina orientale: la “proposta indecente” sarebbe avvenuta durante il vertice di Minsk, tenuto lo scorso febbraio proprio allo scopo di risolvere il contenzioso tra Mosca e Kiev che da un anno insanguina il Sud-Est del Paese, ma sarebbe stata respinta seccamente dal presidente russo. A raccontare questo inedito episodio è rivista Forbes, che cita una fonte anonima, la quale avrebbe appreso questa rivelazione-shock proprio da Vladimir Putin. Lo scorso 19 marzo, durante un incontro a porte chiuse con l’Unione degli Industriali e degli Imprenditori russi, Putin avrebbe raccontato questo clamoroso retroscena avvenuto a margine della maratona diplomatica tenuta nella capitale bielorussa tra Russia, Ucraina, Germania, Francia e Gran Bretagna, conclusasi dopo 16 ore di trattativa con un accordo per il cessate-il-fuoco tra Kiev e i separatisti russofoni Continua a leggere

Sasha Zavarov e il “gran rifiuto” delle armi che ha spiazzato Kiev

Aleksandr Zavarov (Foto © JUHA TAMMINEN)Ricordate Max Von Sydow e Michael Caine che nel bellissimo Fuga per la Vittoria interpretavano due calciatori degli anni Trenta ritrovatisi in guerra su fronti nemici? Un qualcosa di simile potrebbe accadere in Ucraina: la Federazione calcistica ucraina (FFU) ha comunicato la scorsa settimana che 89 dei suoi tesserati, in congedo militare temporaneo, sono stati richiamati nell’esercito dopo che il governo di Kiev ha deciso la mobilitazione dei riservisti per fronteggiare i successi dei ribelli dell’Est. E se ha fatto una certa sorpresa scoprire che uno dei nomi è quello di Aleksandr Zavarov, stella del calcio sovietico negli Anni Ottanta con un trascoso anche nelle file della Juventus, ha fatto maggiormente scalpore il fatto che Zavarov, nato nella russofona Lugansk 53 anni fa, ha dichiarato di non aver la minima intenzione di rispondere alla chiamata alle armi: «Non combatterò mai dove i miei familiari e i miei figli vivono, e dove i miei genitori sono sepolti», ha dichiarato l’ex numero dieci dell’Urss, oggi vice CT della nazionale di calcio ucraina. «Voglio soltanto la pace».
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L’errato approccio alla crisi ucraina che ha provocato l’escalation nel Donbass

Ukraine_EUIn attesa di capire se il piano di pace per l’Ucraina concordato a Minsk funzionerà o si risolverà in un nulla di fatto, è giocoforza in questi frangenti che si apra il dibattito su chi ha vinto e chi ha perso dalla crisi che ha insanguinato la repubblica ex sovietica nell’ultimo anno. È difficile parlare di vittoria quando di mezzo c’è una guerra che ha spezzato migliaia di vite umane, distrutto villaggi e città, ridotto in miseria intere comunità. Nella guerra d’Ucraina, comunque si concluda, ci hanno perso tutti, che siano essi combattenti, loro alleati e padrini politici. Non è una frase fatta, è realtà dei fatti. La prima a perderci è stata ovviamente la stessa Ucraina, intesa come comunità-Stato: divisa oggi come mai in passato, è destinata a diventare un nuovo Kosovo o una nuova Bosnia, ovvero un insieme di popoli che si detestano raccolti all’interno di comuni confini.
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Crisi ucraina, Sarkozy: serve una forza di pace nel Donbass

Nicolas SarkozySarà forse per via del ruolo assunto dal suo successore e rivale François Hollande nella mediazione tra Usa, Ue e Russia, fatto sta che l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha voluto dire la sua sulla crisi in Ucraina, giunta in queste ore al fatidico bivio guerra o pace. Intervenendo ieri al Consiglio Nazionale dell’UMP, di cui è presidente dallo scorso ottobre, Sarkozy ha usato toni da vero gollista, puntando molto sull’orgoglio francese e sull’autonomia decisionale che Parigi e l’Europa devono avere rispetto a Washington. «Europa e Russia fanno parte di una cultura comune: gli interessi degli americani verso i russi non sono gli stessi degli europei» ha dichiarato “Sarkò”, aggiungendo che la Francia non vuole un revival della Guerra Fredda. L’ex inquilino dell’Eliseo si è soffermato poi sulle questioni della Crimea e del Donbass, analizzandole con un sano realismo politico, lo stesso che è mancato in molti leader europei negli ultimi dodici mesi Continua a leggere