Se la rinascita dell’Unione Sovietica passa ora per i campi di calcio

La sospensione sabato scorso della partita del campionato russo tra la Dinamo Mosca e lo Zenit San Pietroburgo, dopo che il portiere dei padroni di casa è stato ferito da un petardo partito dal settore dei supporter baltici, è ormai diventata un caso politico. La sconfitta a tavolino inflitta al club di Luciano Spalletti ha scatenato le proteste dei massimi dirigenti dello Zenit, che minacciano ora di ritirare la squadra dalla Premier League russa per protestare contro la decisione del giudice sportivo. Ma se fino a ieri queste dichiarazioni avevano origine solo in ambienti sportivi, a sorpresa sulla questione è intervenuto ieri perfino Aleksej Miller, numero uno della Gazprom sponsor e proprietaria della squadra di San Pietroburgo. Miller, uomo forte del settore energetico russo e vicinissimo a Putin e a Medvedev, ha sostenuto in pieno le posizioni del Direttore generale dello Zenit Maksim Mitrofanov, confermando che quella del dirigente biancoazzurro non è una polemica, “ma una seria minaccia”. Continua a leggere

Putin propone un’Area Schengen euroasiatica

Vladimir Putin

Complice la crisi, il potere economico mondiale si sta sempre più spostando verso Oriente. Vladimir Putin, che ha esordito martedì come editorialista sul quotidiano Izvestija, pensa bene di cavalcare questo trend attraverso la creazione di un nuovo asse internazionale tra l’Europa, l’Asia e il Pacifico: il premier russo ha proposto un allargamento dell’attuale unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan agli altri paesi dell’ex spazio sovietico, finalizzata a creare “una potente unione sovranazionale capace di diventare un polo nel mondo moderno, e al tempo stesso un efficace collegamento Continua a leggere