La Russia in crisi economica: e se il rimedio di Putin si chiamasse Kudrin?

Vladimir Putin e Aleksej KudrinIl “martedì nero” di Mosca è cominciato con un maxirialzo di 7 punti percentuali dei tassi ed è finito con il rublo che si è avvicinato al rapporto shock di 100 a 1 sul dollaro. La crisi bussa alle porte del Cremlino, e la causa è certo legata alle sanzioni occidentali, alle speculazioni americane sul rublo e sul petrolio. Ma non solo. Da almeno due anni l’economia russa ha iniziato a rallentare costantemente, fino ad entrare ufficialmente in recessione in estate: e la colpa qui non va cercata nella guerra commerciale con Usa e Ue, bensì in un ritardo di almeno dieci anni nell’attuare solide riforme strutturali in grado di sganciare il PIL russo dalle materie prime energetiche. Non che a Mosca non si fosse consapevoli del rischio di esser divenuti troppo dipendenti dalle fluttuazioni del brent, anzi: proprio per questo uno dei cavalli di battaglia dell’ex presidente e attuale premier Dmitrij Medvedev era proprio quello di orientare lo sviluppo economico nazionale verso il manifatturiero Continua a leggere

L’anima nera della rossa Corea del Nord: il nazional-socialismo dei Kim

La crisi militare nella penisola coreana ha riacceso ancora una volta, e non poteva essere altrimenti, i riflettori mondiali sul regime di Pyongyang, ormai da decenni rinchiuso in se stesso e circondato da un’aura di mistero. Le immagini rilanciate dall’unica agenzia di stampa nordcoreana sono la sola, e per questo inattendibile, finestra sulla dittatura dei Kim, la famiglia che dal 1948 (anno di proclamazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea) mantiene ininterrottamente il potere: quella che vige in Corea del Nord è infatti una vera e propria monarchia ereditaria improntata su di un assolutismo degno del Re Sole, che in maniera anacronistica ricorda la Cina di Mao, dove il culto della personalità del “Grande Timoniere” è rivolto qui al “Grande Leader” Kim Il-sung, il fondatore dello Stato. Continua a leggere