Russia, crollo delle attività autonome: -7% nei primi tre mesi del 2013

workerLa Russia un paradiso fiscale? Forse sì per attori miliardari, di sicuro no per quasi 300mila lavoratori autonomi che nell’arco degli ultimi tre mesi hanno chiuso le loro attività imprenditoriali a causa dell’eccessivo peso dei contributi pensionistici da versare: fonti del ministero dell’Economia russo riferiscono infatti che 293mila lavoratori autonomi (che in Italia verrebbero definite “partite Iva”) hanno posto fine alle loro iniziative di autoimprenditorialità, non riuscendo più a sostenere il peso delle nuove aliquote contributive in vigore da inizio anno. Dal 1°gennaio scorso i versamenti contributivi annuali a carico degli imprenditori individuali sono stati portati a 36.000 rubli annui (900 euro): un ammontare doppio rispetto al 2012, che sulla carta doveva servire a garantire una maggior tutela pensionistica a lavoratori autonomi deboli (come colf, babysitter e manovali, ad esempio) che guadagnano tra i 50.000 e i 100.000 rubli annui (tra i 1.250 e i 2.500 euro annui). Continua a leggere