Fahrenheit 451 in salsa ucraina: Kiev va alla guerra dei libri (russi)

Book_burningTrentotto testi di autori russi non potranno più essere importati e venduti in Ucraina, secondo una recente disposizione della locale Commissione Nazionale per la Televisione e la Radio (Goskomteleradio). La decisione – secondo quanto dichiarato dal numero due della Commissione, Bogdan Chervak – è stata dettata «dalla necessità di impedire alla Federazione Russa di fare disinformazione nei confronti dei cittadini ucraini per diffondere odio, fascismo, xenofobia e separatismo». La lista dei libri proibiti comprende molti lavori dello scrittore Fëdor Berzin (ucraino russofono nativo di Donetsk), come pure le opere di Gleb Bobrov e Georgi Savitskiy, anch’essi ucraini, rei di aver ambientato i loro romanzi di fantapolitica in stile Tom Clancy in un’Ucraina dilaniata dalla guerra civile.

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Caso Magnitskij, Londra prepara una black-list antirussa?

Anche la Gran Bretagna si allinea alle posizioni degli Stati Uniti, e stila una black-list comprendente 60 funzionari dello stato russo a cui verrà vietato l’ingresso nel Regno Unito, perchè implicati nel caso di Sergej Magnitskij, l’avvocato 37enne legale rappresentante in Russia del fondo d’investimenti anglo-canadese Hermitage Capital, morto misteriosamente in carcere nel 2009 dove si trovava in attesa di essere processato per reati fiscali. Gli Usa ritengono che Magnitskij sarebbe stato vittima di un complotto perchè voleva denunciare un giro di corruzione che coinvolgeva i vertici della Gazprom, di cui l’Hermitage Capital Fund era stato partner negli anni Novanta: per questo motivo, nonostante le sue precarie condizioni di salute, sarebbe stato lasciato morire in cella senza che gli venisse consentito di sottoporsi alle terapie mediche di cui aveva necessità. Continua a leggere