L’Occidente non ha saputo gestire il dopo-Muro. Parola di Gorbaciov

Michail GorbaciovAl simbolo per eccellenza della Guerra Fredda il primo colpo di piccone lo diede idealmente lui, quando lanciò la Perestrojka, l’utopistico progetto di un Comunismo sovietico che poteva essere soggetto a riforme radicali: a un quarto di secolo dalla caduta del Muro di Berlino, Mikhail Gorbaciov è l’ospite d’onore delle celebrazioni di quel 9 novembre 1989, il giorno in cui la Storia cambiò. Ma il suo umore non sembra quello adatto a una festa, piuttosto è quello tipico di chi vede completamente svuotato il progetto nato a metà degli Anni Ottanta: quella “Casa Comune Europea” che, includendo l’Urss e i suoi satelliti, avrebbe dovuto pacificare il Vecchio Continente e costituire il superamento della quarantennale logica dei blocchi contrapposti. Intervenendo oggi a un convegno organizzato nella capitale tedesca, l’ex presidente sovietico ha perciò invitato l’Occidente a disinnescare le tensioni con la Russia e ricucire la spaccatura attuale con Putin. Continua a leggere

Ora anche il vice della Merkel critica l’Ue: “Commessi gravi errori in Ucraina”

Angela_MerkelL’Europa ha la sua parte di colpe per la crisi in Ucraina, sebbene non ci siano giustificazioni per il comportamento della Russia nei confronti dell’ex repubblica sovietica: arrivano dalla Germania nuove critiche sull’azione dell’Ue nei confronti di Kiev, ma stavolta a parlare non è l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, ma colui che ne ha preso il posto alla guida dei socialdemocratici tedeschi, Sigmar Gabriel, attualmente vice di Angela Merkel. “L’Unione Europea ha senza dubbio commesso degli errori, sebbene ciò non solleva la Russia dalle sue colpe per aver esacerbato la crisi”, ha dichiarato l’esponente Spd al quotidiano tedesco Rheinische Post, ricollegandosi a quanto dichiarato dal suo predecessore la scorsa settimana: “Non è stata affatto una mossa intelligente quella di dare agli ucraini l’impressione che dovevano decidere tra la Russia e l’Ue” Continua a leggere

Kennedy sapeva della costruzione del Muro?

John Fitzgerald Kennedy

Di John Fitzgerald Kennedy si può dire di tutto, meno che fosse un politico sprovveduto. Tutt’altro. Dietro l’immagine di un presidente idealista e romantico si cela in realtà quella di un uomo estremamente pragmatico: un volto nascosto di JFK che contrasta parecchio con l’icona libertaria degli Anni Sessanta, ben esplicitata dal mito della nuova frontiera. Esattamente cinquant’anni fa, mentre il Muro di Berlino prendeva forma mattone su mattone, la realpolitik di Kennedy toccava la sua apoteosi. Berlino è infatti il punto più alto della politica double face di JFK. Continua a leggere