Torna la Grande Albania, il sogno nazionalista (e proibito) di Tirana

albania_flagsIl ricordo corre a quella tragica partita Dinamo Zagabria – Stella Rossa, campionato jugoslavo 1989-90. Fu l’antipasto della tragedia che sarebbe iniziata di lì a un anno. Ultras nazionalisti serbi e croati si resero protagonisti di violentissimi incidenti, fuori e dentro lo stadio, a cui non disdegnarono di partecipare perfino i giocatori stessi (famosa la foto del futuro centrocampista del Milan Zvonimir Boban che sferra un calcio a un poliziotto). Quattordici mesi più tardi, il campo di calcio avrebbe lasciato spazio a quello di battaglia. Mercoledì, ciò che è accaduto a Belgrado fatto correre un brivido sulla schiena di molti: Serbia-Albania, la partita che avrebbe dovuto suggellare la difficile riappacificazione tra due popoli nemici, è stata interrotta al 44′ del primo tempo dagli incidenti provocati dagli ultras serbi. E fin qui nulla di nuovo, considerata la pericolosità dei supporters di casa. Continua a leggere

Russia e Serbia, accordo di cooperazione militare per l’alleanza ortodossa

Russia e Serbia hanno siglato un accordo di cooperazione militare come parte di un ulteriore sviluppo di una partnership strategica tra i due paesi, già legati da un’amicizia storica fondata sul comune credo ortodosso. L’accordo è stato supervisionato a Belgrado dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, nella capitale serba per un incontro con il presidente Tomislav Nikolic, porre le basi di un prossimo accordo riguardante la fornitura di sei Mig-29M russi e di due stazioni radar. L’intesa include anche una collaborazione tra i due paesi in operazioni di peacekeeping sotto l’egida delle Nazioni Unite, oltre che esercitazioni militari congiunte e scambi di attrezzature militari e di personale tecnico. Quella di Shoigu è stata la prima visita di un ministro della Difesa russo dal 1998.
Mosca è uno dei pochi alleati di Belgrado riguardo all’annosa questione del Kosovo, la provincia ribelle serba la cui autoproclamata indipendenza la Russia ha dichiarato di non voler riconoscere.