Komorowski presidente di una Polonia spaccata in due

La Polonia sceglie il suo nuovo presidenteL’attuale Capo dello Stato provvisorio, Bromislaw Komorowski, già presidente della Camera Bassa del Parlamento polacco ed esponente dello schieramento di centrodestra Piattaforma Civica, è il nuovo presidente della Polonia: Komorowski ha infatti ottenuto quasi il 53,01% delle preferenze contro il 46,99% del suo avversario, il nazionalista Jaroslaw Kaczynski, gemello dell’ex presidente Lech, morto nell’incidente aereo di Smolensk lo scorso 10 aprile. Komorowski ha confermato dunque i sondaggi che lo davano vincente: Kaczynski ha riconosciuto la sconfitta e si è complimentato con il suo avversario, ma ha anche sottolineato come il suo risultato rappresenti comunque un successo per il suo partito Legge e Giustizia.

Se da un lato la vittoria di Komorowski permetterà alla Polonia di avere un esecutivo “monocolore” (il premier liberale Donald Tusk appartiene anch’egli alla Piattaforma Civica), dall’altro dalle urne esce un paese profondamente spaccato in due, e non solo georgraficamente.

Komorowski ha ottenuto l’appoggio delle regioni del Nord-ovest della Polonia, e di un elettorato borghese, laico, europeista e residente prevalentemente nei grandi centri urbani, dove (ad eccezione di Lublino) il neo-presidente ha vinto con ampio scarto: a Poznan e Danzica, per esempio, ha raggiunto quasi il 70% dei consensi.
Kaczynski invece ha dominato nelle regioni sudorientali, dove ha ottenuto i voti della popolazione finora esclusa dal processo d’integrazione in Europa: anziani, ceti medio bassi, agricoltori, ed in genere tutto l’elettorato, profondamente legato alla chiesa cattolica, in cui la difesa della nazione polacca dall’influenza europea ad Ovest e russa ad Est ha fatto breccia.

RIFORME E RELAZIONI ESTERE. Il premier Tusk, collega di partito del neo-presidente, potrà ora contare su una valida sponda per dar vita alle riforme politiche ed economiche di stampo liberale, che il defunto presidente Lech Kaczynski aveva spesso bloccato avvalendosi del suo potere di veto.
L’obiettivo di Tusk e di Komorowski è ora quello di riavvicinare Varsavia a Bruxelles, dopo gli anni difficili del governo dei Kaczynski, ma anche di migliorare le relazioni diplomatiche con i due “ingombranti” vicini, la Germania e la Russia, sovente oggetto di duri attacchi da parte dei gemelli Kaczynski.

Da Mosca, intanto, Dmitrj Medvedev ha contattato telefonicamente Komorowski per complimentarsi per la vittoria elettorale: il Cremlino ha definito la telefonata molto cordiale, nella quale è emersa la comune volontà di affrontare le difficoltà che hanno ostacolato fino ad oggi le relazioni tra i due paesi, con l’obiettivo di sviluppare nuovi e più saldi rapporti di partnership.

Anche Barack Obama ha espresso al nuovo Capo dello Stato i suoi auguri, ringraziando la Polonia per il suo impegno in Afghanistan e ribadendo come Varsavia sia per Washington un fidato alleato per la diffusione della democrazia e dello sviluppo.

Anche i mercati hanno salutato positivamente la vittoria dei liberali: la moneta polacca, lo zloty, ha infatti aperto in rialzo e guadagnato punti sull’ euro per tutta la giornata di lunedì. Gli investitori stranieri infatti ripongono fiducia in Komorowski e nel suo partito, che punta ad una riduzione del deficit ed alla privatizzazione di alcune attività ancora di proprietà dello Stato per entrare nell’eurozona entro il 2015: tutte iniziative già proposte da Tusk negli scorsi anni ma su cui Lech Kaczynski aveva spesso posto il veto.

Komorowski o Kaczynski: la Polonia chiamata a scegliere

Komorowski e Jaroslaw Kaczynski

I due sfidanti: Komorowski e Kaczynski

Turno di ballottaggio in programma domani in Polonia: gli elettori sono chiamati a decidere chi, tra Bromislaw Komorowski e Jaroslaw Kaczynski, sarà il loro nuovo presidente per i prossimi cinque anni. Il primo turno, tenutosi due settimane fa, ha visto prevalere il favorito Komorowski con il 41% dei consensi, contro il 36% di Kaczynski.

Si tratta di una sfida tutta all’interno della destra polacca, quella liberale di Komorowski e quella nazionalista di Kaczynski: secondo gli ultimi sondaggi, Komorowski sarebbe ancora il favorito nella corsa alla presidenza, ma il margine di vantaggio con Kaczynski sarebbe minimo.

Regna dunque una grande incertezza, legata anche alle preferenze di voto degli elettori di Grzegorz Napieraski, candidato della sinistra democratica, che al primo turno aveva ottenuto un inatteso 14%: sia Komorowski che Kaczynski, durante queste due settimane, hanno corteggiato  l’elettorato di sinistra con dichiarazioni molto lontane dai loro canonici slogan.

Komorowski ha chiuso la campagna elettorale promettendo di dotare la Polonia di una moderna rete autostradale nei suoi primi 500 giorni di governo, mentre Kaczynski, le cui posizioni anticomuniste sono arcinote, ha speso addirittura parole di elogio per Edvard Gierek, leader comunista della Polonia negli anni Settanta, definito addirittura “un patriota”, grazie al quale il Paese visse un breve periodo di boom economico.