Da Breznev a Karimov: quando la malattia giunge al Potere

Islam KarimovLe ultime ore di vita del presidente uzbeko Islam Karimov, stroncato da un ictus cerebrale il 2 settembre dopo sette giorni di agonia, sono state un susseguirsi di notizie e di smentite sulle sue reali condizioni: il padre dell’Uzbekistan indipendente è stato dato per morto già il 29 agosto, poi le fonti ufficiali di Tashkent hanno smentito la notizia parlando di condizioni stabili, contraddette dai media indipendenti locali che parlavano di un Karimov in coma irreversibile, smentiti a loro volta da altre fonti estere che riferivano di un trasferimento in una clinica russa per delle cure specifiche. Insomma, la scorsa settimana abbiamo assistito al solito rituale che si ripete ogni volta che un leader carismatico si ammala ed è costretto a lasciare il Potere senza essersi assicurato una degna successione: perché spesso il deteriorarsi delle condizioni fisiche di colui che garantisce stabilità in un paese soggetto a tensioni politiche o a rivendicazioni separatiste può sconvolgere gli equilibri geopolitici di un’intera area mondiale, con esiti del tutto imprevedibili. E Karimov, che dalla fine dell’Urss governava con pugno dispotico una nazione confinante con la polveriera afghana e considerata a rischio-infiltrazioni jihadiste, era uno di questi.

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Violenti scontri nelle regioni sud-orientali, il Tajikistan è in fiamme

Il Tajikistan brucia: da una settimana la cittadina sud-orientale di Khorog, capoluogo della regione autonoma del Gorno-Badakhshan, è teatro di un’azione posta in atto dalle truppe governative che, stando a fonti ufficiali tagike, sarebbe rivolta contro esponenti della mafia locale, che il 21 luglio scorso avrebbero compiuto un attentato mortale contro un alto ufficiale delle forze di sicurezza della regione. Il governo di Dushambe ha subito puntato l’indice verso le milizie del signore della guerra Tolib Aijembekov, a capo di un gruppo criminale dedito al traffico di armi e droga provenienti dal vicino Afghanistan: martedì scorso l’esercito regolare tagiko ha lanciato una violenta offensiva a Khorog, che finora, secondo fonti ufficiali avrebbe portato all’uccisione di 30 guerriglieri e all’arresto di altri 40, molti di nazionalità afghana. Ma l’opposizione tagika smentisce questa versione Continua a leggere

Tensione e scontri nel sud-ovest del Kazakhstan

Da venerdì scorso una serie di violenti tumulti si stanno verificando nella cittadina di Zhanaozen, nel Kazakhstan sud-occidentale, centro petrolifero del Paese. Gli incidenti, che hanno avuto inizio in occasione di un evento celebrativo per il ventennale dell’indipendenza dall’Urss, hanno finora provocato 13 morti e più di 80 feriti. Le notizie che giungono dal luogo degli scontri sono ancora frammentarie, tuttavia il giornale d’opposizione Respublika riferisce che tutto avrebbe avuto inizio Continua a leggere