Le tensioni Russia-Turchia si riflettono sul Nagorno-Karabakh

Azeri_tanks_in_Nagorno-KarabakhMosca ha pochi giorni fa annunciato l’apertura di una linea di credito da 200 milioni di dollari in favore dell’Armenia per consentirle l’acquisto di modernissimi sistemi missilistici russi, da quelli anti-carro a quelli anti-aereo portatili, oltre che accessori per ammodernare i carri armati attualmente in dotazione all’esercito armeno. La decisione russa di diffondere la notizia della consegna delle armi a Yerevan è alquanto anomala. In primis perché la Russia ha finora sempre rispettato la scelta politica dell’Armenia di mantenere una forte riservatezza sulle proprie spese militari, per evitare fughe di informazioni verso l’Azerbaijan, contro cui combatte da anni una guerra non dichiarata per il controllo del Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero resasi indipendente nel 1992 e sostenuta da Yerevan. Continua a leggere

Dopo-Chavez: la Russia s’interroga sui rapporti futuri con il Venezuela

Le (sincere) parole di commiato verso Hugo Chavez, scomparso ieri all’età di 58 anni, espresse oggi da Vladimir Putin  e da Dmitrj Medvedev (che ha postato sulla propria pagina Facebook  una serie di foto che lo ritraggono col defunto presidente venezuelano) non nascondono le preoccupazioni di Mosca per il vuoto politico che si è così venuto a creare al vertice di uno dei più fidati partner commerciali della Russia. Al di là delle rassicurazioni del presidente ad interim Nicolas Maduro sulla continuità in politica estera, gli analisti del Cremlino sanno bene che il collaudato asse con Caracas entrerà nei prossimi mesi in un porto delle nebbie: un passaggio inevitabile per una nazione, come il Venezuela, che negli ultimi quindici anni ha avuto il volto, la testa e il corpo di Chavez. Il defunto leader bolivariano rappresenta la classica figura del leader-nazione, la cui morte automaticamente comporta una vacatio difficile, se non impossibile, da colmare. Continua a leggere

Romania in allarme: rubato materiale missilistico

Da ieri pomeriggio è scattato l’allarme in tutto il territorio della Romania per un misterioso ed inquietante furto di materiale bellico: quattro container contenenti componentistica per la costruzione di 64 missili sono stati trovati vuoti dagli addetti della stazione ferroviaria di Giurgiu, durante una sosta effettuata dal treno che li stava trasportando in Bulgaria. Il convoglio era partito dalla città di Brazov (Romania centrale) e prima di fermarsi nella cittadina di confine aveva effettuato altre due soste tecniche: gli inquirenti Continua a leggere