Sembra paradossale, ma i migranti non arrivano tutti dall’Africa più povera

Migrants_VOANews_PinaultStando ai dati del Viminale, negli ultimi due anni sulle nostre coste sono sbarcati migranti provenienti prevalentemente da Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Mali, Guinea, Senegal, Eritrea, Sudan, Tunisia e Marocco. In nessuno di tali paesi c’erano guerre, o sussistevano situazioni di pericolo o di violenze tali da giustificare la richiesta dello status di rifugiato. Oltretutto, con i dovuti limiti e con eccezione di Eritrea e Sudan per i loro regimi dittatoriali e antidemocratici, bisogna rilevare che nell’ultimo biennio in quasi tutti vigevano (e sono in vigore tutt’oggi) regimi democratici e multipartitici, dove almeno formalmente vengono garantiti i diritti umani. Continua a leggere

All’Italia non serve la missione in Niger, ma una normativa sul diritto d’asilo

MigrantsE ora si va in Niger a presidiarne il confine con la Libia. Obiettivo dei nostri soldati: contrastare il traffico di esseri umani e porre un freno all’immigrazione selvaggia, ma, detto tra noi, abbiamo scelto la strada più tortuosa. Anziché con una missione militare dagli esiti incerti e dall’utilità dubbia, si sarebbe dovuto e potuto risolvere l’emergenza-migranti, che il nostro Paese vive da ormai due anni, mettendo mano ad una normativa organica in grado di regolamentare l’accesso all’istituto dell’asilo, ad oggi mancante nel nostro ordinamento. Per comprendere la gravità di questo vuoto normativo, è necessario prima soffermarsi sulla differenza che passa tra termini come “richiedenti asilo” e “rifugiati”, che nel lessico comune e in quello giornalistico si tende con troppa facilità ad accomunare nella parola “profughi”. Continua a leggere

Prodi a Putin: maggiore impegno russo nella cooperazione Onu in Africa

Tra i punti della “due-giorni” italiana di Vladimir Putin c’era anche un vertice  con l’ex premier italiano Romano Prodi, oggi inviato speciale dell’Onu per il Sahel, la regione subsahariana che va dalla Mauritania all’Eritrea, colpita da gravi piaghe quali carestie, sottosviluppo e infiltrazioni terroristiche. L’incontro è avvenuto lunedì sera dopo che Putin era stato ricevuto da Papa Francesco e prima che il presidente russo si recasse al Quirinale per incontrare Giorgio Napolitano: nonostante il colloquio avesse riguardato temi importanti come la cooperazione in Africa, i media italiani hanno pressochè snobbato l’evento, interessati più alla bufala mediatica del fantomatico passaporto diplomatico che Putin avrebbe dovuto consegnare di lì a poco a Berlusconi.  Continua a leggere