Tra Mosca e Pechino, il Kazakhstan cerca l’autosufficienza energetica

GasdottoIl Kazakhstan potrebbe tagliare le importazioni di gasolio russo in favore di quello cinese: è quanto riportato ieri dal quotidiano russo Kommersant a proposito del contenzioso nato con la Russia sui dettagli di un accordo, siglato lo scorso anno, che prevedeva la vendita di gasolio da parte di Mosca in cambio di petrolio kazako. Attualmente il paese centroasiatico, potenza energetica a carattere regionale, si trova paradossalmente senza le sue tre maggiori raffierie, dopo che il governo ha deciso di chiuderle fino al 2016 per una fase di ammodernamento. Logica vorrebbe quindi un approvvigionamento dal vicino russo, con il quale vige un’unione doganale, per importare a basso costo prodotti raffinati in Russia, che l’anno scorso hanno raggiunto il valore di 40 miliardi di rubli (poco più di un miliardo di euro) per 1,3 milioni di tonnellate. Continua a leggere

Via libera all’ingresso della Russia nel WTO

Semaforo verde per la Russia nel WTO: il veto che la Georgia aveva posto sull’ingresso di Mosca nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio è stato ritirato, dopo che le diplomazie dei due Paesi oggi a Ginevra hanno trovato l’accordo sul pattugliamento dei confini di Abkhazia e Ossezia del Sud. Il veto aveva infatti motivazioni politiche più che economiche: Continua a leggere

Putin propone un’Area Schengen euroasiatica

Vladimir Putin

Complice la crisi, il potere economico mondiale si sta sempre più spostando verso Oriente. Vladimir Putin, che ha esordito martedì come editorialista sul quotidiano Izvestija, pensa bene di cavalcare questo trend attraverso la creazione di un nuovo asse internazionale tra l’Europa, l’Asia e il Pacifico: il premier russo ha proposto un allargamento dell’attuale unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan agli altri paesi dell’ex spazio sovietico, finalizzata a creare “una potente unione sovranazionale capace di diventare un polo nel mondo moderno, e al tempo stesso un efficace collegamento Continua a leggere

Gasdotto South Stream, l’Ucraina sfida Mosca

Il leader ucraino Viktor Janukovic scende in campo contro South Stream, il gigantesco gasdotto che la russa Gazprom costruirà sotto il Mar Nero, per trasportare il gas russo in Europa bypassando l’Ucraina: durante un suo intervento tenuto oggi a Yalta, il presidente ha proposto un nuovo gasdotto che attraversi l’Ucraina, la cui costruzione verrebbe a costare cinque volte meno del South Stream. Una dichiarazione-shock, soprattutto perchè Janukovic viene considerato un amico di Mosca, tanto da essere accusato in patria di non aver contrastato la costruzione dei gasdotti russi North Stream (che entrerà in funzione il prossimo mese) e South Stream, che di fatto priveranno Kiev delle royalties russe per l’utilizzo delle sue condotte. L’accusa più grave che gli viene rivolta dai suoi avversari (Julija Timoshenko in testa) è quella di aver barattato con Putin uno sconto sulle forniture di gas in con la concessione al Cremlino della base navale di Sebastopoli sul Mar Nero, dove di fatto la flotta russa verrà posta a guardia delle preziose condotte del South Stream. Continua a leggere