«Troppe tensioni NATO-Russia, cresce il rischio di una guerra in Europa»

Russian_naval_forcesIl consistente aumento di esercitazioni militari da parte della NATO e della Russia rende molto più probabili i rischi di un incidente che possa portare ad un conflitto in Europa, considerato anche il crescente impiego di mezzi bellici sempre più potenti e sofisticati da ambo le parti. L’allarme arriva da Ian Kearns, direttore di European Leadership Network, think tank con base a Londra specializzato in relazioni internazionali: intervistato dalla Associated Press, Kearnes ritiene questi “giochi di guerra” forieiri di un clima di reciproca sfiducia tra i due schieramenti, che in questo modo rischiano seriamente di venire in contatto, con conseguenze  facilmente ipotizzabili. Kearns è uno dei coautori di uno studio che ha esaminato nei dettagli due esercitazioni militari tenute quest’anno rispettivamente dall’Alleanza Atlantica e dalla Russia Continua a leggere

Presidenziali USA 2016, per i candidati la sfida sarà su Putin

flags USA RUSSIALa metamorfosi kafkiana di Barack Obama, che ha iniziato il suo primo mandato da Nobel per la Pace e sta concludendo il secondo come un “Dottor Stranamore”, può essere spiegata anche con l’incombente elezione presidenziale del prossimo anno, a cui i Democratici arrivano forti dei risultati della ripresa economica, ma schiacciati dai Repubblicani sulla politica estera, da decenni cavallo di battaglia del Grand Old Party. L’ultimo affondo, solo in ordine di tempo, è quello dell’ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che la scorsa settimana ha seccamente bocciato il Presidente all’esame di relazioni internazionali: secondo l’ex ministro di Bush jr., la diplomazia USA di sponda democratica sarebbe stata troppo morbida verso Putin e le sue aspirazioni di grandeur. Con buona pace del califfo al-Baghdadi e del suo Stato Islamico.
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L’errato approccio alla crisi ucraina che ha provocato l’escalation nel Donbass

Ukraine_EUIn attesa di capire se il piano di pace per l’Ucraina concordato a Minsk funzionerà o si risolverà in un nulla di fatto, è giocoforza in questi frangenti che si apra il dibattito su chi ha vinto e chi ha perso dalla crisi che ha insanguinato la repubblica ex sovietica nell’ultimo anno. È difficile parlare di vittoria quando di mezzo c’è una guerra che ha spezzato migliaia di vite umane, distrutto villaggi e città, ridotto in miseria intere comunità. Nella guerra d’Ucraina, comunque si concluda, ci hanno perso tutti, che siano essi combattenti, loro alleati e padrini politici. Non è una frase fatta, è realtà dei fatti. La prima a perderci è stata ovviamente la stessa Ucraina, intesa come comunità-Stato: divisa oggi come mai in passato, è destinata a diventare un nuovo Kosovo o una nuova Bosnia, ovvero un insieme di popoli che si detestano raccolti all’interno di comuni confini.
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Stoltenberg, la NATO e un misterioso nome in codice a Mosca

Stoltenberg_MedvedevSubito una precisazione: la notizia è vecchia di quasi 15 anni. Ma è riemersa prepotentemente dopo che Jens Stoltenberg, ex premier norvegese, è diventato pochi giorni fa il numero uno dell’Alleanza Atlantica: all’inizio degli anni Novanta il neo-Segretario Generale della NATO avrebbe avuto rapporti con il KGB. «Nei primi anni Novanta, Jens Stoltenberg ebbe contatti con un ufficiale del KGB, nei cui archivi esistevano informazioni personali e politiche su di lui, e a cui era stato dato il nome in codice di “Steklov”», scriveva il Norway Post il 24 gennaio 2000, pochi mesi prima  che Stoltenberg si insediasse come Primo Ministro laburista della Norvegia, incarico che avrebbe ricoperto fino al 2001 e successivamente dal 2005 al 2013. La “gola profonda” da cui partirono le rivelazioni era Mikhail Butkov, ufficialmente giornalista ma in realtà una spia sovietica che negli anni Ottanta operava ad Oslo sotto copertura, prima di fuggire poi nel 1991 in Occidente. Continua a leggere