Cipro nuovo avamposto militare russo nel Mediterraneo?

Russian_naval_forcesCipro e Russia hanno siglato mercoledì un accordo logistico che consentirà alle navi della marina russa di effettuare scali tecnici nei porti dell’Isola, dove peraltro già sono attive basi navali britanniche. L’intesa stata annunciata al termine della visita del presidente cipriota Nikos Anastasiades a Mosca: Putin, che ha incontrato il suo omologo nella sua dacia di Novo-Ogarëvo, ha voluto precisare che l’accordo con Nicosia riguarda le navi militari russe impegnate nella lotta alla pirateria e al terrorismo, e pertanto non è diretta contro alcuno Stato terzo. «I nostri rapporti amichevoli non sono rivolti verso nessuno – ha dichiarato il leader russo – e non penso che ciò possa generare preoccupazioni altrove». Per gli scali tecnici della propria flotta, Mosca ha richiesto l’utilizzo di numerosi porti in varie parti del mondo: in realtà la marina russa effettuava già tappa a Limassol, ma il nuovo accordo punta a creare basi legali più solide per questa consolidata usanza. Continua a leggere

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L’Artico è zona militare ma la Russia non è pronta ad un’eventuale guerra

Artico russoSalvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il caso dei trenta attivisti di Greenpeace, arrestati a settembre dalla polizia russa per aver aver tentato di assaltare una piattaforma petrolifera di Mosca nell’Artico, starebbe per giungere in queste ore ad una svolta: un gruppo di nove militanti potrebbe essere scarcerato a breve dietro il pagamento di una cauzione di circa 55mila euro, il che lascerebbe sperare in un ulteriore ammorbidimento delle autorità russe nei confronti dei restanti ventuno arrestati. La grande copertura mediatica che ha ricevuto la vicenda si è – giustamente – concentrata sull’aspetto umano, ovvero sulla detenzione degli attivisti, di cui sono state raccontate storie e imprese. Una descrizione “minimalista”, che però, proprio perchè tale, non è riuscita a collocare l’azione all’interno del più ampio contesto economico e militare che oggi è l’Artico. Continua a leggere

Manovre russe in Estremo Oriente, sale la tensione tra Tokyo e Mosca

Come era logico attendersi, l’imponente esercitazione militare che le Forze Armate di Mosca stanno sostenendo in questi giorni nell’Estremo Oriente russo hanno fatto ulteriormente salire la tensione tra Russia e Giappone, i cui rapporti sono da tempo molto tesi a causa delle  rivendicazioni nipponiche sull’arcipelago delle Kurili, annesso dall’Urss alla fine della Seconda Guerra Mondiale e rivendicato da Tokyo come parte integrante del Giappone. L’emittente pubblica NHK ha riferito oggi che il governo giapponese ha fatto alzare in volo sei jet in risposta ai passaggi di due bombardieri Tupolev Tu-95 in prossimità dello spazio aereo nipponico, a largo dell’isola settentrionale di Hokkaido, e di un Iljushin Il-20 sulle isole Kurili. Continua a leggere

Russia, in corso la più imponente esercitazione militare dall’epoca sovietica

Russian_naval_forcesGiochi di guerra nell’Estremo Oriente russo: circa 160mila soldati, 5000 carri armati, 70 navi e 130 aerei saranno impegnati fino al  20 luglio in un’esercitazione terrestre e aeronavale che, per numero di uomini e mezzi, non raggiungeva una simile imponenza  dall’epoca sovietica. Ancora una volta, si tratta di una mobilitazione a sorpresa, nell’ambito di una serie di check che il Cremlino sta attuando negli ultimi mesi, allo scopo di valutare la capacità di reazione delle Forze Armate di fronte ad una situazione d’emergenza. Le esercitazioni di tal genere sono diventate molto frequenti da quando nello scorso novembre Sergej Shoigu ha preso il posto di Anatolj Serdjukov al Ministero della Difesa Continua a leggere