Sanzioni Ue, Mosca corre ai ripari e inietta capitali pubblici in Rosneft

Silos RosneftIl gigante petrolifero statale russo Rosneft, che l’Ue ha fatto oggetto delle ultime sanzioni legate alla crisi ucraina, potrebbe richiedere liquidità aggiuntiva ad un Fondo sovrano istituito nel 2008 dal Ministero dell’Economia a supporto del sistema pensionistico nazionale: lo ha annunciato il vicepremier russo Arkadij Dvorkovič, già consigliere economico del Cremlino, aggiungendo che il governo ha approvato in toto il programma d’investimento della compagnia energetica. L’annuncio equivale alla prima contromossa russa al nuovo pacchetto di sanzioni che l’Ue ha varato il 12 settembre scorso, e che per la prima volta dall’inizio del braccio di ferro tra Mosca, Washington e Bruxelles va a colpire alcune grandi corporation russe (tra cui appunto Rosneft) dal punto di vista economico: le ultime misure infatti restringono l’accesso di gruppi energetici e finanziari a partecipazione pubblica al mercato dei capitali europeo e americano, impedendo loro quindi di disporre nel prossimo futuro di capitali freschi. Continua a leggere

Indice di libertà economica, la Russia migliora ma è 140esima su 186 nazioni

Un timido miglioramento rispetto allo scorso anno, con un ranking aumentato di 0.8 punti, non addolcisce la pillola amara che vede ancora una volta la Russia nelle ultime posizioni dell’Index of Economic Freedom, la graduatoria mondiale delle nazioni dove vige una maggior libertà economica stilata dalla statunitense Heritage Foundation: la Federazione Russa è al 140° posto su 186 paesi, dietro il Tagikistan e davanti al Burundi, con un punteggio complessivo di 51.8 punti, al di sotto della media globale. Mosca migliora le sue performance riguardo al controllo della spesa pubblica, al mercato del lavoro, alla politica monetaria e soprattutto alla libertà d’impresa (passando dal 142° al 78° posto in tre anni), ma peggiora dal punto di vista delle libertà commerciali e fiscali e nella categoria “libertà dalla corruzione”, dove registra un preoccupante 148° posto (nel 2013 era al 142°). “In complesso – si legge dal Rapporto – i notevoli miglioramenti nella libertà monetaria e commerciale sono stati sostanzialmente annullati dal calo nella libertà d’investimento, in quella finanziaria, imprenditoriale e sui diritti di proprietà. Continua a leggere

L’Artico è zona militare ma la Russia non è pronta ad un’eventuale guerra

Artico russoSalvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il caso dei trenta attivisti di Greenpeace, arrestati a settembre dalla polizia russa per aver aver tentato di assaltare una piattaforma petrolifera di Mosca nell’Artico, starebbe per giungere in queste ore ad una svolta: un gruppo di nove militanti potrebbe essere scarcerato a breve dietro il pagamento di una cauzione di circa 55mila euro, il che lascerebbe sperare in un ulteriore ammorbidimento delle autorità russe nei confronti dei restanti ventuno arrestati. La grande copertura mediatica che ha ricevuto la vicenda si è – giustamente – concentrata sull’aspetto umano, ovvero sulla detenzione degli attivisti, di cui sono state raccontate storie e imprese. Una descrizione “minimalista”, che però, proprio perchè tale, non è riuscita a collocare l’azione all’interno del più ampio contesto economico e militare che oggi è l’Artico. Continua a leggere

Putin minaccia misure protezionistiche e fa arrabbiare il WTO

A neanche un anno dall’ingresso nell’ Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la Russia potrebbe introdurre misure protezionistiche in sostegno del settore manifatturiero locale: è stato lo stesso Vladimir Putin ad annunciarlo dinanzi ad una platea di investitori internazionali, accorsi all’annuale Forum economico per gli investimenti in Russia organizzato a Mosca dal colosso bancario VTB. Si tratterà – ha specificato il leader russo – di misure “non dissimili” da quelle adottate da altre nazioni per tutelare la loro manifattura da un mercato globale sempre più “oscuro e subdolo”. Non sono state poche le perplessità suscitate tra i membri del WTO dalla dichiarazione di Putin, che ha poi voluto gettare acqua sul fuoco puntualizzando che tali misure saranno in linea con i dettami imposte dall’Organizzazione ai paesi aderenti, non risparmiando loro le accuse di manovrare il WTO a vantaggio ai propri prodotti. Continua a leggere