Mosca invita Atene a entrare nella Banca dei BRICS: Tsipras possibilista

Putin con TsiprasLa Grecia è stata invitata dalla Russia a diventare il sesto membro della New Development  Bank, la Banca di Sviluppo dei Paesi  BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), costituita con un capitale sociale di 100 miliardi di dollari per competere con le strutture finanziarie europee ed americane, e diventare uno dei principali istituti di credito internazionali per gli Stati. L’invito – riferisce il sito web di Syriza – è arrivato lunedì dal viceministro delle Finanze russo Sergej Storchak durante una conversazione telefonica con il Primo Ministro greco Alexis Tsipras, che avrebbe mostrato interesse per l’offerta. «Il premier – si legge nella nota – si è detto piacevolmente sorpreso dalla richiesta alla Grecia di diventare il sesto membro della Banca di Sviluppo dei BRICS. Tsipras ha risposto che la Grecia è interessata all’offerta, e ha promesso di esaminare a fondo la questione. Si avrà la possibilità di discuterne con gli altri leader BRICS nel corso del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo 2015». Continua a leggere

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Bloomberg: le sanzioni alla Russia hanno avuto un effetto effimero

sberbankLe sanzioni di Ue e Usa contro la Russia “rimbalzano” sull’economia: è quanto riporta l’autorevole agenzia Bloomberg in un articolo a firma di Mattew Winkler, ad un anno dal varo del primo pacchetto di ritorsioni volte a punire Mosca per l’annessione della Crimea. Quelle misure che – nelle intenzioni di Washington e Bruxelles – avrebbero dovuto danneggiare gli interessi economici di Mosca hanno avuto un effetto effimero: secondo Bloomberg, nel 2015 gli investitori ritorneranno a scommettere su azioni, obblgazioni e materie prime russe. Dopo una fine 2014 all’insegna della turbolenza, contrassegnata dal crollo verticale del rublo che aveva fatto riapparire lo spettro del default del 1998, l’economia russa sembra ora aver superato la “fase acuta” della crisi. Continua a leggere

Cosa accadrà se la Russia non adotterà più il codice bancario SWIFT

RubliLe nuove sanzioni contro la Russia che Usa e Ue stanno valutando potrebbero prevedere l’estromissione di Mosca dallo SWIFT, il codice identificativo di pagamento internazionale adottato praticamente da tutti gli operatori finanziari del globo. Gli effetti di una tale decisione, che gode dell’avallo del Parlamento Europeo, danneggerebbero certo gli operatori economici russi, ma le ripercussioni non risparmierebbero neppure la finanza mondiale: preoccupazione sui possibili sviluppi negativi è stata espressa perfino dal premier lettone Laimdota Straujuma, in qualità di presidente di turno dell’Unione Europea. E se la Lettonia, i cui rapporti con la Russia non sono certo dei migliori, è arrivata a mostrare perplessità su di una misura che nelle intenzioni dovrebbe assestare un colpo da k.o. alla barcollante economia russa, allora forse è il caso di ponderare bene il da farsi. Continua a leggere

Russia, gli incentivi alle start-up non fermano le cessazioni d’impresa

Uno studio condotto dalla Camera di Civica di Russia ha rivelato che solo il 3,4 per cento delle piccole e medie imprese create in Russia riesce a superare i tre anni di vita: ben il 96,6 per cento è destinato a cessare in meno di 36 mesi dall’avvio. La ricerca è stata presentata da Dmitrj Sazonov, presidente della Commissione camerale per lo sviluppo della piccole e media imprenditoria, nel corso di un’audizione sulla efficacia degli incentivi statali per tali attività: dal rapporto di Sazonov, questi ultimi sono risultati effettivamente essere un efficace rimedio all’elevato tasso di mortalità delle aziende: secondo dati del Ministero dello Sviluppo Economico, il 90 per cento delle Pmi che ha beneficiato dei sussidi statali è poi riuscita a superare la fatidica soglia dei tre anni di attività. Il sistema russo degli incentivi pubblici sembra dunque funzionare, se non fosse per un problema non da poco: le agevolazioni sono troppo di difficile accesso. Continua a leggere