Kosovo, i serbi dicono no all’autorità di Pristina

Com’era prevedibile, il referendum del 14 e 15 febbraio sul riconoscimento delle istituzioni della Repubblica Kosovara, promosso dalle municipalità serbe del Nord Kosovo, si è concluso con un plebiscito per i “no”: il 99,7 per cento degli elettori serbi non riconosce il governo autoproclamato di Pristina e non si sente dunque parte del Kosovo come repubblica indipendente. Alta anche l’affluenza: nelle tre municipalità coinvolte dalla consultazione la media degli elettori che si sono recati alle urne è stata superiore al 75 per cento. Continua a leggere

Kosovo, una secessione nella secessione?

Manifestazione di nazionalisti serbi

Proprio lo stesso mezzo utilizzato vent’anni fa per proclamare la propria indipendenza da Belgrado rischia di costare al Kosovo la perdita di una consistente parte dei suoi territori settentrionali, quelli abitati in maggioranza da popolazione di etnia serba: questo potrebbe essere il risultato del referendum proclamato dalle municipalità delle città di Continua a leggere

Kosovo: tensione alle stelle, scontri al confine nord

Il presidente serbo Tadic

E’ di nuovo altissima la tensione tra serbi e kosovari: in serata un centinaio di giovani serbi hanno assaltato una stazione della polizia kosovara a Jarinie, al confine con la Serbia. Gli scontri sono stati così violenti che i militari della K-For dislocati in zona hanno dovuto evacuare le loro postazioni, mentre rinforzi Nato sono partiti dalla vicina cittadina di Leposavic alla volta di Jarinie per riportare la calma. Assalita una troupe dell’agenzia Tanjug che stava riprendendo gli scontri. Dura la condanna del presidente della Serbia Boris Tadic, che ha puntato l’indice verso Continua a leggere

La Serbia mitiga le proprie posizioni sul Kosovo

Il presidente serbo Boris Tadic

Con una mossa a sorpresa, il governo di Belgrado ha deciso rimuovere una parte di una risoluzione delle Nazioni Unite in cui definiva “inaccettabile” l’indipendenza del Kosovo.
Una decisione inattesa, che secondo molti analisti funge da compromesso con l’Unione Europea per un rapido ingresso della Serbia in Europa, ma che ora rischia di creare parecchi problemi in patria al presidente Boris Tadic ed al premier Mirko Cvetkovic.

In Serbia molti infatti non sembrano aver gradito questo voltafaccia dell’esecutivo, che pur presentandosi al mondo come  moderato ed europeisita, aveva sempre visto la difesa dell’interesse nazionale come priorità, e si è sempre schierato  contro l’autoproclamata indipendenza di Pristina. Il premier Cvetkovic, nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008 (da lui poi vinte), aveva più volte ribadito che mai avrebbe riconosciuto un Kosovo indipendente da Belgrado, anche se questa fosse stata posta da Bruxelles come condizione per l’adesione all’Ue.

Il Kosovo si è reso indipendente dalla Serbia nel 2008, ottenendo il riconoscimento di 69 paesi, molti dei quali membri dell’Ue. Belgrado, assieme alla Russia, alla Grecia e alla Spagna, non ha riconosciuto l’indipendenza.
A luglio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu ha respinto il ricorso serbo contro l’indipendenza di Pristina, giudicandola “non illegittima”, poichè il diritto internazionale non prevede alcun divieto applicabile alla dichiarazione d’indipendenza della repubblica balcanica.

Il presidente Tadic commentò che non avrebbe mai riconosciuto il Kosovo come repubblica indipendente. Ma a Belgrado qualcosa forse sta cambiando.