Il Kazakhstan chiama gli investitori esteri: “Niente tasse per dieci anni”

AstanaGli investimenti esteri in Kazakhstan, in settori diversi da quello energetico, beneficeranno per dieci anni di un regime fiscale esentasse, sia per ciò che riguarda le imposte societarie che per quelle fondiarie. Lo ha annunciato il presidente Nazarbaev, motivando tale decisione con l’esigenza di diversificare l’economia, legata mani e piedi alla vendita di gas e petrolio. Principale potenza economica dell’Asia Centrale, dal 1993 ad oggi il Kazakhstan è stato meta di più di 170 miliardi di dollari di investimenti esteri, concentrati in grande maggioranza nel settore energetico. Ora Nazarbaev vuole ulteriormente sostenere la crescita del Paese, che nel 2013 ha registrato un +6% rispetto al +5% del 2012. Ma per fare questo, il Kazakhstan deve adesso sganciarsi da idrocarburi e metalli vari, soprattutto per ridurre la propria dipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime sui mercati globali. In una sola parola: diversificazione. Continua a leggere

Renzi sulla Via della Seta: in Kazakhstan per discutere di petrolio, gas ed Expo

“Il Kazakhstan è interessato ad avere buoni rapporti con il vostro paese. L’Italia è il nostro più grande partner commerciale e d’investimento: rappresenta il 13 per cento del fatturato totale del commercio estero del Kazakhstan e il volume totale degli investimenti italiani in nostra economia è di 6,5 miliardi di dollari. Inoltre, l’Italia è il più grande consumatore di petrolio kazako. Possiamo e dobbiamo dare un nuovo slancio alla nostra cooperazione”: con queste parole il presidente kazako Nursultan Nazarbaev ha accolto ieri Matteo Renzi in visita in Kazakhstan, tappa finale del tour asiatico del premier italiano. Un incontro-lampo nella capitale Astana, dove sono state discusse le priorità della cooperazione italo-kazaka in campo commerciale, economico e degli investimenti. Continua a leggere

Tra Mosca e Pechino, il Kazakhstan cerca l’autosufficienza energetica

GasdottoIl Kazakhstan potrebbe tagliare le importazioni di gasolio russo in favore di quello cinese: è quanto riportato ieri dal quotidiano russo Kommersant a proposito del contenzioso nato con la Russia sui dettagli di un accordo, siglato lo scorso anno, che prevedeva la vendita di gasolio da parte di Mosca in cambio di petrolio kazako. Attualmente il paese centroasiatico, potenza energetica a carattere regionale, si trova paradossalmente senza le sue tre maggiori raffierie, dopo che il governo ha deciso di chiuderle fino al 2016 per una fase di ammodernamento. Logica vorrebbe quindi un approvvigionamento dal vicino russo, con il quale vige un’unione doganale, per importare a basso costo prodotti raffinati in Russia, che l’anno scorso hanno raggiunto il valore di 40 miliardi di rubli (poco più di un miliardo di euro) per 1,3 milioni di tonnellate. Continua a leggere

Nel Kazakhstan del boom economico: oasi del lusso sulla Via della Seta

Girando tra le scintillanti vetrine degli opulenti Magazzini GUM di Mosca, non ci si può non imbattere in frotte di turisti provenienti dalle repubbliche dell’Asia ex sovietica impegnati a fare shopping tra le varie griffe che riempiono i tre piani del mastodontico edificio sulla Piazza Rossa. Tra di loro, sono soprattutto i kazaki i più assidui frequentatori degli atelier Valentino, Max Mara, Armani e Tod’s: un passaggio obbligato, un rito irrinunciabile per chi vuole concedersi il lusso di un abito griffato da sfoggiare nelle grandi occasioni. Ma presto questo scenario umano potrebbe cambiare: proprio in Kazakhstan, nell’ex capitale Almaty, da circa un mese ha aperto i battenti l’Esentai Mall, una struttura da 52mila metri quadri che costituisce il più grande centro commerciale dell’Asia Centrale, della quale aspira a diventare una sorta di Mecca del lusso. Un’inaugurazione in grande stile, con il sottofondo dei clacson delle tante Mercedes bloccate nel traffico impazzito di Almaty, simbolo della crescente opulenza di un paese che sembra galleggiare sul petrolio. Continua a leggere