Perché Mosca teme la sfida energetica proveniente dal Mar Caspio

Caspian_SeaPuò uno scenario geopolitico mutare rapidamente a causa di eventi materialmente e politicamente distanti, almeno in apparenza? La conferma che ciò è possibile arriva dal Mar Caspio, vera e propria miniera energetica tra Russia, Kazakhstan, Azerbaijan, Turkmenistan ed Iran, a cui negli ultimi mesi i policy makers attribuiscono un peso strategico inaspettatamente maggiore rispetto ad appena un anno fa. Era il settembre scorso quando i cinque paesi rivieraschi emisero una dichiarazione d’intenti congiunta sulla non più rinviabile definizione di uno status politico delle acque e dei territori sottomarini del bacino: allora i cosiddetti “Caspian Five” concordarono sulla necessità della stipula di una convenzione internazionale in grado di disciplinarne lo sfruttamento delle risorse ed in particolare delle ricchissime riserve di idrocarburi, stimate in 235 miliardi di barili di greggio e oltre 9 trilioni di metri cubi di gas. Continua a leggere

I gasdotti TAP e Turkish Stream: coesistenza pacifica o guerra energetica?

GasdottoNel giro di poche settimane il costruendo gasdotto Turkish Stream è diventato oggetto di numerosi dibattiti, sia sui giornali che in ambienti finanziari e soprattutto politici: il progetto, che sulle ceneri del defunto South Stream avrebbe la funzione di trasportare il gas russo in Europa attraverso la Turchia, ha già fruttato alla Grecia un memorandum d’intesa con la Russia, finalizzato alla realizzazione del prolungamento di Turkish Stream sul territorio ellenico. Ma tra i membri dell’Ue non è solo Atene a flirtare con il gas russo. Anche la Bulgaria ha proposto di costruire un “braccio” che colleghi il gasdotto turco-russo al proprio territorio, e ciò è sorprendente, considerato che ad affondare il progetto russo del South Stream furono proprio i cavilli burocratici con cui Sofia, di fatto, impedì lo sbarco delle tubature dal Mar Nero sulle sue coste.

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SNAM Rete Gas punta ad acquisire il 20 per cento del gasdotto TAP

Trans Adriatic PipelineSNAM Rete Gas potrebbe entrare nell’azionariato del consorzio che realizzerà il TAP, il Gasdotto Trans Adriatico (Trans Adriatic Pipeline) che dal 2020, partendo dall’Azerbaijan, porterà il gas direttamente nel Salento. Il progetto prevede attualmente per la compagnia italiana solo un’attività di distribuzione: da San Foca, la località in provincia di Lecce dove il gasdotto avrà termine, SNAM Rete Gas avrà il compito di trasportare l’oro blu proveniente dal Mar Caspio al resto d’Italia e all’Estero. Ma secondo quanto riferito dall’AD Carlo Malacarne, l’azienda ex ENI ora può diventare azionista del progetto: «Siamo pronti a valutare l’acquisizione del 20 per cento del TAP» ha dichiarato oggi il manager italiano durante il suo intervento alla Conferenza Mondiale sul Gas in corso a Parigi. Continua a leggere

Dilemmi del Ventunesimo secolo: che ne facciamo degli Stati Non Riconosciuti?

Assemblea Generale dell'OnuIn principio furono la Repubblica Democratica Araba del Saharawi nel 1976 e la Repubblica Turca di Nord Cipro nel 1983. La prima proclamata con il sostegno dell’Algeria nel Sahara Occidentale, la seconda come conseguenza dell’ occupazione turca dei territori settentrionali dell’isola di Cipro. Due Stati che si univano alle molteplici proclamazioni d’indipendenza che nei vent’anni precedenti avevano caratterizzato la decolonizzazione in Africa, ma che, a differenza delle ex colonie nel Continente Nero, non ottenevano riconoscimento dalla comunità internazionale se non da una sparuta minoranza di governi: “Stati Non Riconosciuti”, come vennero denominati dai manuali di diritto internazionale dell’epoca, a cui venivano dedicate poche righe proprio a testimoniare come quel fenomeno – del tutto inedito – avesse comunque un peso esiguo nelle relazioni tra i vari Paesi a cui i giuristi cercavano di dare delle norme a tutela della convivenza pacifica.
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