Gas russo all’Europa, Mosca ci riprova con il progetto “Poseidon”

GasdottoIn principio fu South Stream, il gasdotto che avrebbe dovuto bypassare l’Ucraina e portare in Europa il gas del Caucaso russo prima di arenarsi sui cavilli antitrust del Terzo Pacchetto Energia dell’Ue. Poi è arrivato Turkish Stream, e ad affondarlo ci hanno pensato due F-16 turchi quando a novembre hanno abbattuto un Sukhoi SU-24 russo. Ora il gigante energetico russo Gazprom ci riprova, annunciando la stipula di un memorandum d’intesa firmato ieri a Roma con la Edison e la greca DEPA per la realizzazione di una nuova rotta del gas sotto il Mar Nero (dove sarebbero già dovuti transitare i due predecessori sopra citati), in direzione Europa: il gas giungerà in Grecia attraverso un non ben precisato “territorio terzo” e dalla Grecia verrà quindi trasportato in Italia, con lo scopo di dar vita finalmente alla Rotta-Sud per le forniture all’Europa meridionale. Resta solo da capire quale sarà questo terzo territorio dove transiteranno le condotte provenienti dal Mar Nero.

Escludendo la Turchia, ipotesi al momento poco percorribile dati i pessimi rapporti tra Mosca e Ankara, gli indizi portano alla Bulgaria, dove però si manifesterebbe nuovamente il rischio-stop poiché Gazprom, secondo le norme antitrust europee, non può essere contemporaneamente proprietario e fruitore del nascituro gasdotto. Un divieto che la compagnia russa avrebbe trovato il modo di aggirare, utilizzando il lavoro svolto da Edison e DEPA nel cosiddetto progetto “ITGI Poseidon” (di qui il nome del nuovo progetto russo), ovvero l’Interconnessione Turchia-Grecia-Italia che andrà a collocarsi come uno dei segmenti del Corridoio Meridionale (Southern Gas Corridor), l’infrastruttura che dal 2020 dovrebbe trasportare il gas del Mar Caspio fino in Puglia.

Già, perché il Corridoio Meridionale non incappa nelle norme del Terzo Pacchetto Energia, nonostante il 20 per cento del Trans Adriatic Pipeline, o TAP (il segmento che transita in territorio comunitario) appartenga alla compagnia energetica nazionale dell’Azerbaijan SOCAR, da cui quest’ultima l’UE comprerà il gas trasportato dal Southern Gas Corridor: Bruxelles nel 2013 ha concesso una deroga alla SOCAR, a conferma di come l’Unione Europea ritenga l’infrastruttura azera (della quale è azionista anche la nostra SNAM Rete Gas) degna erede di Nabucco, il progetto di gasdotto europeo rimasto solo sulla carta per gli elevati costi di realizzazione.

Per una curiosa nemesi storica, la Russia riaprirebbe la Rotta-Sud proprio in Bulgaria, dove l’aveva chiusa nel 2014 a fronte anche dei numerosi ostacoli burocratici che il governo di Sofia aveva sollevato per impedire la posa delle tubature russe sul suo territorio.