Bielorussia, Lukashenko vuol incontrare il Papa: “Ammiro molto Francesco”

Lukashenko_BergoglioAlla vigilia del Giubileo della Misericordia, dalla Bielorussia arriva la notizia che il presidente Aleksandr Lukashenko ha espresso la volontà di incontrare Papa Francesco: lo ha annunciato lo stesso leader bielorusso al nunzio apostolico monsignor Claudio Gugerotti in un incontro a Minsk, chiedendogli espressamente di informare il Santo Padre di questo suo desiderio. «Mi farebbe piacere discutere di tanti temi con questa persona che ammiro tanto», ha dichiarato Lukashenko, che ha colto anche l’occasione di esprimere apprezzamenti per il lavoro diplomatico svolto da monsignor Gugerotti in Bielorussia, in anni non facili per il paese ex sovietico: «Ci avete sempre sostenuto. Abbiamo fatto tanto per stabilire buoni rapporti, e credo che in futuro faremo del nostro meglio per organizzare un incontro di grande livello con il Papa. Ho grande rispetto verso di lui: attraverso i media seguo i suoi viaggi e le sue dichiarazioni. Mi piace la sua posizione a favore dei più poveri, la sua battaglia  contro la corruzione e a favore dell’onestà e della giustizia: sono contento che a guidare i cattolici oggi ci sia una persona così».

Lukashenko ha anche sottolineato come il suo governo abbia agito a sostegno dei cattolici locali, ed ha annunciato di aver concordato con monsignor Gugerotti l’istituzione di una scuola di teologia dove, on l’aiuto di preti e teologi italiani, saranno formati i futuri sacerdoti bielorussi: «Tutti i sacerdoti che verranno qui nel rispetto della nostra gente, a lavorare nell’interesse dello Stato come fatto finora, saranno i benvenuti in Bielorussia».

Dal mese di novembre Minsk ha visto sospendere, fino a marzo, le sanzioni che l’Ue le aveva comminato nel 2011 dopo gli arresti seguiti alle precedenti presidenziali: lo stesso Lukashenko era stato inserito in una blacklist di alti funzionari statali a cui era impedito l’ingresso in Europa. E’ quindi molto probabile che il presidente bielorusso, fresco di rielezione (la quarta), voglia ora approfittare di questa moratoria per prolungare ulteriormente la sospensione dell’embargo, o giungere ad una sua revoca definitiva: e per farlo pare cercare l’aiuto dell’autorevole diplomazia vaticana. Resta da chiedersi a questo punto se dal Vaticano giungerà dunque un invito ufficiale a Roma.

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