Siria, la Russia in guerra contro l’ISIS: dislocati mezzi tra Homs e Aleppo

Tank russiLe truppe russe in Siria sono già impegnate in combattimenti contro le milizie dell’ISIS: lo riferisce l’agenzia israeliana Debka, citando fonti militari e di intelligence. A dispetto della posizione ufficiale di Mosca, che parla solo di mera assistenza militare alle truppe di Assad, le fonti israeliane riferiscono del dislocamento sul terreno di sofisticati veicoli militari russi, avvistati la scorsa settimana sull’autostrada che collega Homs ad Aleppo, seconda città siriana assediata da mesi dai miliziani dello Stato Islamico. Si tratterebbe di carri blindati BTR-82 in dotazione alle truppe della Marina, accompagnati dagli ultratecnologici R-166-0.5, in ambienti NATO chiamati “war room mobili” per la loro capacità di emettere segnali radio ad alta ed altissima frequenza in grado di resistere ad azioni di disturbo elettromagnetico, che consentono di comunicare con le truppe impegnate in battaglia nel raggio di mille chilometri: in questa maniera le forze russe che operano nelle zone interne della Siria avrebbero la possibilità di interagire con il Quartier Generale a Latakia, nonchè di ricevere dati dai servizi segreti e immagini scattate dai droni o dagli aerei-spia.

La presenza sul campo di simili veicoli sarebbe, secondo gli ambienti militari israeliani, la conferma che i soldati di Mosca in Siria sono impegnati in operazioni belliche ad ampio raggio. A ciò si aggiunga che l’area dove i mezzi sono stati avvistati non è una qualsiasi: pochi giorni prima i guerriglieri dell’ISIS erano riusciti ad interrompere per diverse ore i collegamenti viari tra Homs ed Aleppo, de facto isolando quest’ultima città e facendo seriamente temere una sua capitolazione. Aleppo continua a resistere, ma proprio per scongiurarne la caduta,  che potrebbe avere serie ripercussioni anche sulla tenuta del regime di Bashar al-Assad, le truppe russe si starebbero disponendo per dar man forte all’esercito regolare di Damasco nella difesa della città.

Fonti militari siriane avrebbero intanto confermato l’utilizzo da parte dell’esercito e dell’aviazione di Assad di nuove tipologie di armamenti forniti dai russi. Si tratterebbe nello specifico di elicotteri d’assalto MI-28 MIL (Havoc, secondo la codifica NATO), velivoli in grado di volare in qualsiasi condizione-meteo, e che possono fungere anche da arma anti-carro contro i tank di fabbricazione statunitense dislocati sul campo dall’ISIS e dalle milizie fondamentaliste al-Nusra, legate ad Al Qaeda.

Dietro all’azione russa, comincia a muoversi anche l’altro grande alleato di Assad, l’Iran. Nelle scorse settimane il generale Qassem Soleimani, comandante delle Brigate al-Quds, si è recato a Mosca per la seconda volta in meno di sei mesi. Secondo le fonti d’intelligence citate da Debka, Soleimani avrebbe avuto un incontro con il Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza Nikolaj Patrushev, e con generali russi direttamente collegati con gli eventi siriani.

Soleimani non avrebbe invece avuto colloqui con Putin, che oggi ha invece discusso della situazione in Siria con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita ufficiale a Mosca. In particolare Netanyahu avrebbe esposto al presidente russo le sue perplessità riguardanti il possibile dislocamento in Siria di sistemi antimissile S-300 nei dintorni di Latakia, che la Russia non ha ancora confermato ma neppure smentito ufficialmente. Mosca si è limitata a ribadire che l’eventuale installazione di missili terra-aria in Siria sarebbe diretta solo contro l’ISIS, ma Israele replica che gli uomini del Califfato non dispongono di mezzi aerei tali da giustificare la presenza di missili anti-aereo. Gerusalemme teme di vedere così minare le proprie iniziative di compiere raid aerei nello spazio aereo siriano come pure in Libano, contro le postazioni di Hezbollah.

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