La “Second Life” ucraina di Saakashvili: Poroshenko lo nomina Governatore

Mikheil SaakashviliL’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili è da ieri il nuovo governatore della Oblast’ (regione) di Odessa, in Ucraina: è stato nominato personalmente dal presidente ucraino Petro Poroshenko, il quale ha definito il neo-governatore «un amico dell’Ucraina», che ha lavorato bene nel suo paese «in fatto di trasparenza, lotta alla corruzione, attrazione degli investimenti esteri, tutela dei diritti umani e della democrazia, risultati che ci piacerebbe molto vedere a Odessa». Stupisce tuttavia che Poroshenko non abbia ricordato soprattutto che Saakashvili è fieramente anti-russo, caratteristica che nell’Ucraina di questi tempi consente fulminee carriere politiche, anche a chi, come l’ex presidente georgiano, sembrava destinato ai banchi del tribunale nel suo Paese. Nel 2003, alla testa della Rivoluzione delle Rose finanziata dagli Usa, rovesciò il presidente eletto Eduard Shevarnadze: da allora ha guidato la Georgia per dieci anni, indirizzando la nazione caucasica su di una politica filo-atlantica e ferocemente anti-russa, culminata nella guerra scatenata nell’agosto 2008 contro Mosca per il controllo delle repubbliche russofone dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, che gli costò un’amara sconfitta e la perdita della credibilità internazionale presso i suoi mentori in Occidente.

Nel 2013, travolto da numerosi scandali, lasciò il Paese poco prima delle elezioni presidenziali che avrebbero visto sconfitto il suo candidato e la vittoria del suo oppositore Irakli Margvelashvili. Tutt’oggi su di lui pesa un mandato di cattura emesso dalla magistratura georgiana, verso la quale deve rispondere di corruzione, abuso di potere e violenza politica nei confronti dei media non allineati e dei suoi avversari. Trasferitosi in Ucraina durante la rivolta di Piazza Maidan del febbraio 2014, con l’arrivo al potere dell’amico Poroshenko è stato nominato Consigliere per le riforme, beneficiando della protezione del governo di Kiev che ha sempre respinto le richieste di estradizione della Georgia, e che pochi giorni fa gli ha anche attribuito la cittadinanza ucraina.

Ma la nomina a Governatore di Odessa di un nemico della Russia come Saakashvili può certo suonare come una provocazione verso Mosca, ma purtroppo ha anche il sapore dell’offesa alla memoria dei morti della strage che il 2 maggio dello scorso anno nella città sul Mar Nero, una degli episodi più cruenti della guerra nell’ex repubblica sovietica, quando le vie di Odessa si trasformarono in un campo di battaglia tra manifestanti russofoni e militanti neofascisti ucraini legati al movimento di estrema destra Pravij Sektor.

Il culmine della tragedia avvenne quando i russofoni, vistisi circondati, decisero di rifugiarsi nel locale Palazzo dei Sindacati, dove però vennero raggiunti dagli ultranazionalisti ucraini che diedero fuoco all’edificio: nel rogo morirono 48 persone e oltre 200 rimasero gravemente ustionate. Per quell’episiodio non ha pagato nessuno: Kiev non ha mai voluto incriminare i militanti di Pravij Sektor (protagonisti della Rivoluzione di Piazza Maidan e sostenitori del governo di Arsenj Yatsenyuk), attribuendo la tragedia di Odessa a circostanze fortuite, come il forte vento che avrebbe favorito il diffondersi delle fiamme, secondo gli ucraini appiccate dai russofoni stessi.

«Dopo essere stato accusato di molteplici crimini contro la popolazione della Georgia,  Saakashvili ora è stato nominato governatore di Odessa, dove dei neonazisti avevano bruciato delle persone vive senza essere mai essere puniti per questo», è stato finora l’unico commento giunto da Mosca, via Twitter, da parte del rappresentante per i diritti umani presso il Ministero degli Esteri Kostantin Dolgov.

Nella città sul Mar Nero, intanto, alcuni attivisti hanno accolto la nomina del nuovo governatore con un curioso flash-mob: hanno sistemato cravatte con sopra scritto “per Misha” (diminutivo russo di Mikheil) su alberi, monumenti e recinzioni in tutta la città. Il riferimento è a un video della BBC dell’agosto 2008, girato durante la guerra contro la Russia, in cui si vede Saakashvili che mastica nervosamente la propria cravatta.

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