Proposta-shock in Russia: niente visto a chi offende il Paese

passportSi prospettano tempi duri per i critici della Russia e della sua politica: alcuni parlamentari russi hanno proposto di proibire l’ingresso nel Paese a tutti coloro che abbiano offeso lo Stato e i suoi cittadini. In questo modo, Mosca potrebbe disporre di un maggior potere decisionale per chiudere le porte a personaggi non graditi per aver espresso all’estero opinioni critiche nei confronti del Cremlino, ritenute però offensive in Russia. La proposta si colloca all’interno della nuova legge sull’immigrazione, attualmente allo studio, che introduce per la Russia il “principio di reciprocità” nel controllo dei propri confini, con cui Mosca intenderebbe rispondere alle restrizioni all’ingresso in altre nazioni, applicate nei confronti di cittadini russi. In più, gli emendamenti presentati da due deputati di Russia Unita (di cui è membro Vladimir Putin) consentirebbero di vietare l’ingresso a stranieri che hanno commesso atti lesivi degli interessi nazionali russi, dello Stato russo o dei suoi cittadini.

Le autorità russe avrebbero così la possibilità ddi proibire l’ingressso nel Paese “a chi ha offeso – come è scritto nel progetto – i valori nazionali, storici, spirituali, culturali e sociali della Russia”: una terminologia molto vaga riguardante concetti astratti, con la quale – sostengono dall’opposizione – diventerebbe molto più semplice bloccare qualsiasi critica nei confronti della politica del Cremlino.

I due relatori, Rizvan Kurbanov della Duma e Ljudmila Bokova del Consiglio della Federazione, scrivono che “le proposte presentate fanno riferimento a principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti, e prende in considerazione rilevanti aspetti dell’attule situazione di politica estera”. Ma soprattutto, concludono Kurbanov e Bokova, quegli emendamenti servono a “proteggere i diritti e a legittimare gli interessi dei cittadini della Federazione Russa, della società russa e la nostra nazione nel suo complesso”

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