L’ambasciatore russo a Roma: “Se l’Ue blocca South Stream fa danni a se stessa”

GasdottoOgni tentativo di bloccare il progetto del gasdotto South Stream potrebbe ritorcersi contro gli interessi economici dei Paesi Ue: è questa l’opinione espressa dall’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergej Razov, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Rossija Segodnia (l’ex RIA Novosti). “Riteniamo che le basi legali siano già state poste, e che il progetto possa essere in ogni caso realizzato – ha dichiarato Razov – . I tentativi di bloccarlo appaiono come ingerenze nelle giurisdizioni nazionali e negli interessi economici dei membri Ue”.  La costruzione di South Stream si colloca tra i principali interessi dell’Europa balcanica e di quella meridionale, ha ribadito il diplomatico russo, sottolineando anche come siano “fuori logica” le recenti dichiarazioni della Commissione Europea, secondo cui South Stream debba essere soggetto al Terzo Pacchetto Energia dell’Ue. “Imponendo che il 50% dell’utilizzo del gasdotto sia concesso ad altri fornitori di gas, l’Ue priverebbe i consumatori europei del 50% del gas russo – ha lamentato l’ambasciatore -. Ciò andrebbe a incidere negativamente sul rapporto costi/benefici e sui previsti ricavi dall’investimento, da cui dipendono i finanziamenti concessi dalle banche”.

Il gasdotto South Stream è stato progettato per trasportare il gas russo dal Caucaso fino all’Europa occidentale, attraverso i Balcani: la sua costruzione è iniziata nel 2012 e dovrebbe concludersi nel 2016, mentre nel 2018 l’impianto dovrebbe essere a regime. Tra gli azionisti del consorzio, oltre alla russa Gazprom (che detiene la maggioranza delle azioni) anche l’italiana Eni (20 per cento). A maggio si era parlato di una cancellazione del “ramo” italiano, che nel progetto originario avrebbe dovuto avere sbocco al Tarvisio: secondo molti analisti, una ritorsione russa all’ipotizzato “congelamento” del progetto South Stream da parte dell’Italia a favore del TAP, il Gasdotto Trans-Adriatico destinato a portare il gas dall’Azerbaijan fino in Puglia, e l’ITGI, il gasdotto d’interconnessione tra Italia, Turchia e Grecia.

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