Snowden chiede la protezione di Mosca: “Minacce di morte dagli Usa”

Edward Snowden, l’ex tecnico informatico al centro del Datagate, lo scandalo-intercettazioni che vede coinvolta la National Security Agency statunitense, chiederà alle autorità russe di rafforzare le misure di protezione sulla sua persona, dopo essere stato oggetto di minacce di morte: lo ha annunciato il suo legale Anatolj Kucherena, che si è detto preoccupato dal tono di alcuni post pubblicati dal sito americano BuzzFeed, “che contengono potenziali e implicite minacce alla sua vita”. Tra le tante dichiarazioni, una, in particolare, sembra dare in dettaglio istruzioni su come Snowden potrebbe essere facilmente assassinato a Mosca, dove attualmente risiede a seguito della concessione, da parte del governo russo, di un status temporaneo di rifugiato politico. Ed è proprio questa estrema precisione a far temere che non possa trattarsi solo di un semplice insulto via web, come i tanti che ogni giorno vengono pubblicati sui social network di tutto il mondo.

Penso che se ne avessimo la possibilità, lo finiremmo in maniera molto rapida. Mettiamo che per caso stia in giro per le strade di Mosca, stia tornando a casa dalla spesa. Viene casualmente sfiorato da un passante. Lui pensa che non sia nulla, ma a un certo punto inizia a sentirsi stordito, e pensa che possa essere magari un parassita intestinale ingerito assieme all’acqua. Se ne va tranquillamene a casa e la prossima notizia che si saprà di lui è che è morto nella doccia“: secondo BuzzFeed, questa dichiarazione potebbe provenire da un alto ufficiale della Nsa.  Per l’avvocato Kucherena si tratta di “una minaccia di morte vera e propria”. Intervistato dall’emittente russa Vesti 24, Kucherena interpreta queste parole come un chiaro ordine di eliminare Snowden, diretto a qualcuno che si trova in Russia per ucciderlo.

L’avvocato ha espresso preoccupazione per il fatto che da nessuna parte, in Russia come all’estero, sia arrivata la reazione di alcuno a queste minacce. “Ecco perchè invieremo una richiesta alla polizia, e chiederemo alle autorità di indagare tutte queste dichiarazioni”, azione che sta già muovendo presso le autorità americane il suo collega statunitense Ben Wizner. Edward Snowden – ribadisce il suo legale – è attualmente un rifugiato che beneficia dell’asilo politico concessogli dalle autorità russe: “pertanto, egli ha gli stessi diritti dei cittadini russi e dunque ciò gli consente di chiedere protezione alla polizia”.

Ieri intanto due senatori Usa, il repubblicano Mike Rogers e la democratica Dianne Feinstein, hanno accusato Snowden di essere sempre stato una spia dei servizi russi. Parlando al popolare programma televisivo della CBS Face the Nation, il senatore Rogers ha ritenuto non una semplice coincidenza che i segreti di Snowden siano finiti in mano russa, mentre alla domanda se l’ex informatico possa essere dalla parte dei russi la sua collega Feinstein ha risposto con un laconico: “Sì, può esserlo benissimo”.

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