Indice di libertà economica, la Russia migliora ma è 140esima su 186 nazioni

Un timido miglioramento rispetto allo scorso anno, con un ranking aumentato di 0.8 punti, non addolcisce la pillola amara che vede ancora una volta la Russia nelle ultime posizioni dell’Index of Economic Freedom, la graduatoria mondiale delle nazioni dove vige una maggior libertà economica stilata dalla statunitense Heritage Foundation: la Federazione Russa è al 140° posto su 186 paesi, dietro il Tagikistan e davanti al Burundi, con un punteggio complessivo di 51.8 punti, al di sotto della media globale. Mosca migliora le sue performance riguardo al controllo della spesa pubblica, al mercato del lavoro, alla politica monetaria e soprattutto alla libertà d’impresa (passando dal 142° al 78° posto in tre anni), ma peggiora dal punto di vista delle libertà commerciali e fiscali e nella categoria “libertà dalla corruzione”, dove registra un preoccupante 148° posto (nel 2013 era al 142°). “In complesso – si legge dal Rapporto – i notevoli miglioramenti nella libertà monetaria e commerciale sono stati sostanzialmente annullati dal calo nella libertà d’investimento, in quella finanziaria, imprenditoriale e sui diritti di proprietà.
Per questo l’economia russa rimane tra quelle prevalentemente non libere”, anche per via delle “troppo fragili” basi per lo sviluppo sostenibile, per l’ “endemica” corruzione e per l’eccessivo ruolo dello Stato nell’economia che la corruzione della macchina amministrativa.

Non va meglio per la Bielorussia (149° posto) e l’Ucraina (155° posto) e in genere per tutte le nazioni ex sovietiche: spiccano tuttavia i buoni risultati del Kazakhstan (67° posto), della Lettonia (42° posto), ma soprattutto della Georgia (22° posto) e della Lituania (21° posto), queste ultime indicate dalla Heritage Foundation come economie “prevamentemente libere”.

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