“Diplomatico russo picchiato dalla polizia olandese”, tensione tra Mosca e L’Aja

E’ altissima la tensione tra la Russia e l’Olanda, dopo che il consigliere diplomatico dell’ Ambasciata russa all’Aja, Dmitrij Borodin, ha dichiarato di essere stato fermato e malmenato da agenti della polizia olandese. Mosca ha chiesto immediate spiegazioni all’ambasciatore olandese Van Dartel, riservandosi di adottare adeguate ritorsioni nei confronti dell’Olanda: il Ministero degli Esteri accusa infatti gli agenti olandesi di aver violato la Convenzione di Vienna del 1961, che proibisce qualsiasi operazione di polizia nei confronti della dimora di un diplomatico. Stando a quanto riferito da Borodin, sabato scorso invece alcuni poliziotti avrebbero fatto irruzione nella sua abitazione privata “senza motivo”, mentre per la polizia dell’Aja sarebbero “intervenuti su segnalazione dei vicini che hanno denunciato una serie di violenze domestiche”.

Il ministro degli Esteri olandese Van Son, dopo aver ricevuto la nota di protesta russa, ha comunque confermato che il diplomatico russo è stato trattenuto in stato di fermo per diverse ore. Nessun riferimento invece alle percosse denunciate da Borodin: “Stiamo svolgendo un’inchiesta, e se saranno appurate le violazioni della Convenzione, presenteremo scuse ufficiali alla Russia”, si legge in un breve comunicato.

Interpellato sulla vicenda, Vladimir Putin ha confermato l’intenzione russa di reagire all’azione (senza però dettagliare come, ma probabilmente con ritorsioni economiche), se l’Olanda non presenterà scuse ufficiali per l’accaduto.

Questo incidente non fa che complicare le non facili relazioni tra Mosca e L’Aja, già incrinate dopo l’arresto da parte delle autorità russe di 28 attivisti di Greenpeace che, a bordo di una nave battente bandiera olandese, in settembre avevano dato l’assalto ad una piattaforma petrolifera della Gazprom nell’Artico.

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