Putin minaccia misure protezionistiche e fa arrabbiare il WTO

A neanche un anno dall’ingresso nell’ Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la Russia potrebbe introdurre misure protezionistiche in sostegno del settore manifatturiero locale: è stato lo stesso Vladimir Putin ad annunciarlo dinanzi ad una platea di investitori internazionali, accorsi all’annuale Forum economico per gli investimenti in Russia organizzato a Mosca dal colosso bancario VTB. Si tratterà – ha specificato il leader russo – di misure “non dissimili” da quelle adottate da altre nazioni per tutelare la loro manifattura da un mercato globale sempre più “oscuro e subdolo”. Non sono state poche le perplessità suscitate tra i membri del WTO dalla dichiarazione di Putin, che ha poi voluto gettare acqua sul fuoco puntualizzando che tali misure saranno in linea con i dettami imposte dall’Organizzazione ai paesi aderenti, non risparmiando loro le accuse di manovrare il WTO a vantaggio ai propri prodotti.

Un esempio – secondo il presidente russo – è dato dalle politiche energetiche dell’Ue e sulla separazione delle reti di distribuzione da quelle di produzione imposta da Bruxelles: per Putin, si tratta solo di una manovra specifica volta a danneggiare gli interessi commerciali del gigante energetico statale russo Gazprom. A sua volta un rapporto dell’Ue pubblicato ad agosto ha indicato la Russia come una nazione “a rischio protezionismo”.

Nei primi sei mesi del 2013, gli investimenti esteri in Russia hanno raggiunto il valore di 55 miliardi di dollari, circa 40 miliardi di euro.

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