Il Fmi contesta le stime di Mosca: “Il tasso d’inflazione non calerà”

RubliIl Fondo Monetario Internazionale ritiene che il governo russo non riuscirà a centrare l’obiettivo di portare entro il 2014 il tasso d’inflazione annuo tra il 4 e il 5%: al contrario, il dato calcolato per i prossimi due anni dagli analisti del Fmi non calerà al di sotto di quel 6% che Mosca stima di ottenere per il 2013. La Russia si era posta come obiettivo un’ulteriore riduzione di 1-2 punti percentuali entro i successivi 12 mesi, che però la struttura diretta da Christine Lagarde ritiene impossibile da raggiungere, a meno che la Banca Centrale russa non scelga di adottare una politica monetaria più rigida che in passato. Complice l’incertezza che regna sulle prospettive di sviluppo globali, anche per la Russia il Fmi prevede un futuro difficile da delineare: secondo un recente studio, l’economia russa, che pure in epoca pre-crisi è cresciuta ad una media annua tra il 5 e il 5,5%, avrebbe esaurito il suo potenziale. Negli anni scorsi, la crescita russa è stata trainata da una maggiore efficienza nell’utilizzo della capacità produttiva disponibile, legata praticamente alle sole materie prime energetiche, grazie anche ad elevato prezzo di vendita del greggio. Il Fmi invece ritiene che sarebbe stato meglio investire in nuovi prodotti, visto che adesso la Russia è destinata ad andare incontro ad una riduzione della propria capacità produttiva. Nel medio termine la crescita comunque potrebbe anche continuare, sempre che il governo russo decida di adottare una linea economica orientata a migliorare la qualità e l’efficienza dei sistemi produttivi.

Continuano dunque le “attenzioni” del Fmi per l’economia russa, dopo l’allarme dell’ aprile scorso a proposito della bolla speculativa gonfiata dall’eccessivo utilizzo del credito al consumo. Del resto, la stabilità economica è il principale alleato per il potere russo, come confermato pochi mesi fa da alcuni analisti vicini all’ex ministro delle Finanze Kudrin, ora all’opposizione.