Voli militari russi nei cieli italiani in applicazione del Trattato “Open Skies”

Antonov_An-30Se guardando il cielo nei prossimi giorni vi troverete sulla testa un aereo militare con le insegne dell’aviazione russa non spaventatevi: non si tratta di un blitz di Mosca, ma semplicemente di un volo di ricognizione previsto da un accordo internazionale in vigore dal 2002. Il Trattato Open Skies, questo il suo nome, prevede infatti una serie di osservazioni aeree compiute reciprocamente da aerei militari nei cieli dei 34 paesi aderenti all’accordo. Cieli appunto “aperti” a jet stranieri, rigorosamente disarmati, per promuovere e garantire una sempre maggiore trasparenza nelle diverse attività militari della Nato e della Russia e delle nazioni della Comunità degli Stati Indipendenti.Questa mattina dunque, con un equipaggio composto da esperti militari russi affiancati da omologhi italiani, Antonov AN-30B  dell’aeronautica militare della Federazione Russa si è alzato in volo dall’aeroporto militare di Ciampino, per effettuare una serie di ricognizioni sulle stutture militari delle nostre Forze Armate. Il ministero della Difesa russo, che ha diffuso la notizia, ha specificato che i voli termineranno venerdì 15 febbraio, quando l’aereo russo avrà coperto una distanza complessiva di 2.015 chilometri.

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