Magnitsky Act, nuova ritorsione russa: arriva la “Guantanamo List”

La torre "Spasskaja" del CremlinoLe vibranti proteste suscitate in patria e all’estero a proposito della legge Dima Jakovlev, che ha di fatto bloccato tutte le adozioni verso gli Usa, non sembrano aver placato la sete di ritorsioni al Magnitsky Act americano. Mosca ha confermato infatti l’esistenza della “Guantanamo List“, una lista nera che include un numero non ancora quantificato di cittadini statunitensi (si parla di almeno 60 nomi), a cui sarà bandito l’ingresso in Russia poichè rei di aver violato i diritti umani di cittadini russi negli Usa e nelle zone sotto giurisdizione americana (tra cui, appunto, la base militare di Guantanamo). Commentando il provvedimento, il viceministro degli Esteri Rjabkov ha prima nicchiato, e poi riconosciuto l’esistenza di un parallelo tra la Guantanamo List e il Magnitsky Act, il provvedimento approvato a dicembre dal Congresso che vieta l’ingresso negli Usa a cittadini russi coinvolti in casi di violazione di diritti umani: “Non abbiamo avuto altra scelta se non quella di adottare misure simmetriche”.

“Il governo americano è arrivato ad estendere la propria giurisdizione su aree appartenenti a paesi terzi, come Guantanamo, che è in territorio cubano e a violare i diritti umani dei cittadini, compresi i russi che vivono negli Usa. – ha dichiarato il numero due della diplomazia di Mosca – Tutto questo non poteva non restare senza risposte: una di queste è vietare l’ingresso in Russia a chi si è reso complice di queste violazioni”.

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