Prestiti al consumo, la “bolla creditizia” russa a rischio scoppio?

RubliI cittadini russi rischiano seriamente di passare dal sogno all’incubo, ovvero dal boom economico al boom di una “bolla creditizia” gonfiatasi a dismisura causa l’impiego massiccio di crediti al consumo nelle vendite al dettaglio degli ultimi anni: se ciò dovesse accadere gli effetti potrebbero essere devastanti per un’economia solida sì, ma non ancora così sviluppata e diversificata da poter sostenere uno shock finanziario del genere. Dopo l’allarme lanciato ad aprile dal Fondo Monetario Internazionale, sono i dati dell’ultimo rapporto della Banca Centrale sulla stabilità finanziaria a far scattare il campanello d’allarme: il volume complessivo dei prestiti al consumo con uno scaduto di rate superiore ai 91 giorni ha registrato nel terzo trimestre 2012 un +12% rispetto al 2011, il più elevato tasso d’incremento degli ultimi due anni. Anni in cui i russi, per soddisfare la loro sete di shopping, hanno preso in prestito più denaro di quanto in realtà potessero poi restituire. Anni in cui in Russia l’industria del credito al consumo è diventata, e continua ad essere, un business molto redditizio per le banche, che hanno fatto leva sulle piccole debolezze della gente riempiendo centri commerciali e stazioni del metrò con allettanti cartelloni pubblicitari inneggianti alla assoluta facilità nell’ottenere oggi un credito bancario, “per trasformare in realtà ogni desiderio”.

Il risultato è stato che il settore creditizio ha visto impennarsi il volume dei prestiti personali, che gli operatori del credito ritengono più redditizi dei finanziamenti a settori dell’economia reale: secondo dati forniti dalla Banca Centrale russa, i prestiti concessi dalle banche russe nei confronti di soggetti privati sono aumentati nel 2012 del 39%, contro un incremento di appena del 12,7% dei prestiti accordati ad imprese commerciali e industriali: ciò ha comportato per gli istituti di credito un record nei profitti pari a oltre 27 miliardi di euro.

Il credito al consumo resta la più popolare tra le tipologie di prestito rivolto al settore delle vendite dettaglio, e costituisce circa il 70% del totale dei finanziamenti erogati in Russia. Ma allo stesso tempo, è proprio dal credito al consumo che deriva la maggior parte dei debiti scaduti delle famiglie russe, che a novembre scorso hanno raggiunto il preoccupante ammontare di circa 10,5 miliardi di dollari: il 4,4% dell’ammontare complessivo dei finanziamenti erogati sono erano crediti “in sofferenza”. La conferma che la situazione non è florida arriva anche dagli operatori locali del recupero crediti, che evidenziano come il volume degli insoluti trasferiti dalle banche alle agenzie di recupero potrebbe salire del 25% nei prossimi dodici mesi.

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