Risposta russa al “Magnitsky Act”: alla Duma passa la norma “Dima Jakovlev”

A poche ore di distanza dalla firma che Barack Obama ha posto in calce al Magnitsky Act, il provvedimento che mette al bando le attività svolte negli Stati Uniti da cittadini russi coinvolti in violazioni di diritti umani, arriva l’annunciata ritorsione di Mosca: la Duma (la Camera Bassa del Parlamento russo) ha approvato martedì la bozza di legge “Dima Jakovlev”, che prevede pesanti sanzioni contro stranieri colpevoli di abusi ai danni di cittadini russi. La nuova versione della legge, passata in seconda lettura con 400 voti a favore, 4 contro e 2 astenuti, contiene, rispetto alla prima, alcuni emendamenti che inaspriscono le sanzioni economiche e sui visti, e soprattutto mettono al bando in Russia le organizzazioni non-profit finanziate dagli Usa.

Ma, a sorpresa, i legislatori hanno aggiunto al pacchetto di sanzioni anche il congelamento di tutte le procedure di adozione di minori previste per i prossimi mesi verso famiglie americane, tema verso il quale l’opinione pubblica russa è stata molto sensibile negli ultimi anni. La legge deve infatti il suo nome alla tragica vicenda di Dima Jakovlev, bambino russo di due anni adottato da una famiglia americana, morto soffocato nell’auto dove il suo padre adottivo l’aveva lasciato chiuso, per nove ore, in una caldissima giornata d’estate.

L’obiettivo dei parlamentari russi è l’entrata in vigore della legge con il nuovo anno: la terza e definitiva lettura è prevista perciò per venerdì 21, dopo di che il provvedimento passerà al Consiglio della Federazione (la Camera Alta del Parlamento) e infine a Putin per la firma. Che pare sia rimasto stupito dell’emendamento riguardante il blocco delle adozioni internazionali, pur comprendendone le ragioni. Il governo russo non sembra molto entusiasta di questa ritorsione: molti ministri, tra cui anche quello degli Esteri Lavrov, avrebbero infatti espresso forti critiche verso le modifiche introdotte dalla Duma.

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