Nel Kazakhstan del boom economico: oasi del lusso sulla Via della Seta

Girando tra le scintillanti vetrine degli opulenti Magazzini GUM di Mosca, non ci si può non imbattere in frotte di turisti provenienti dalle repubbliche dell’Asia ex sovietica impegnati a fare shopping tra le varie griffe che riempiono i tre piani del mastodontico edificio sulla Piazza Rossa. Tra di loro, sono soprattutto i kazaki i più assidui frequentatori degli atelier Valentino, Max Mara, Armani e Tod’s: un passaggio obbligato, un rito irrinunciabile per chi vuole concedersi il lusso di un abito griffato da sfoggiare nelle grandi occasioni. Ma presto questo scenario umano potrebbe cambiare: proprio in Kazakhstan, nell’ex capitale Almaty, da circa un mese ha aperto i battenti l’Esentai Mall, una struttura da 52mila metri quadri che costituisce il più grande centro commerciale dell’Asia Centrale, della quale aspira a diventare una sorta di Mecca del lusso. Un’inaugurazione in grande stile, con il sottofondo dei clacson delle tante Mercedes bloccate nel traffico impazzito di Almaty, simbolo della crescente opulenza di un paese che sembra galleggiare sul petrolio.

Esentai Mall rappresenta solo l’ultimo emblema della crescente ricchezza di Almaty, città dove sono presenti altri simboli della ricerca del lusso sfrenato, che sembra aver travolto tutti, da queste parti: hotel a cinque stelle, centri benessere, negozi Swarowski e rivenditori Rolex. Ovviamente, non tutti i kazaki se la passano bene, anzi: accanto ai 5 miliardari e ai 12mila milionari che vivono nel paese, ci sono fasce di popolazione con redditi al di sotto della soglia minima di povertà, che rivendicano migliori condizioni di vita. Come accaduto nel 2011 nella cittadina di Zhanaozen, nel cuore petrolifero del Paese, dove alcuni operai della compagnia petrolifera statale KazMunaj Gas si resero protagonisti di una storica protesta in nome di un miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro.

Nonostante ciò, il Kazakhstan è ormai il cuore finanziario dell’Asia Centrale, grazie anche ad un clima economico molto favorevole alla creazione di business e all’imprenditorialità, migliore anche di quello della vicina Russia: nella graduatoria della Banca Mondiale sulle nazioni dove sussistono le migliori condizioni per fare impresa, il Kazakhstan è salito nel 2012 dal 56° al 49° posto (la Russia è 112esima), ed ha compiuto un enorme balzo (dal 55° al 25°posto) in quella per la facilità nella creazione d’impresa, per la tassazione sulle attività produttive (17° contro il 64° dei russi) e per la protezione degli investimenti esteri (10° posto contro il 117° della Russia), che dal 1992 hanno raggiunto il valore di 122,2 miliardi di dollari, diretti prevalentemente al settore energetico.

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