Primarie online e governo-ombra: in Russia l’opposizione cerca un’identità

Mentre in Italia ancora non è chiaro come verranno svolte le primarie del Partito Democratico e soprattutto se alla fine sarà valsa la pena di tutto il can-can di polemiche e attacchi verbali, in Russia la poliedrica opposizione anti-Putin cerca di assumere una fisionomia più precisa e avvia la propria riorganizzazione attraverso delle proprie “primarie”, che, stando alle prime dichiarazioni degli addetti ai lavori, si sono rivelate un successo. Non tanto per i numeri, quanto per il consenso raccolto dall’iniziativa in tutto il Paese: lo scorso weekend, infatti, 170mila russi si sono registrati online per partecipare alla consultazione e oltre 82mila persone (compreso qualche migliaio recandosi nel gazebo in piazza Trubnaja a Mosca) hanno votato per eleggere i 45 rappresentanti del Comitato di Coordinamento dell’Opposizione, una struttura con base nella capitale, che avrà il compito di “creare” un soggetto politico capace di proporsi come reale alternativa al dominio di Putin e di Russia Unita.

Gli anti-Putin, dunque, sembrano aver capito che le colorate ma politicamente disordinate manifestazioni di piazza non avrebbero scalfito più di tanto la classe dirigenziale attualmente al potere. Per questo si sono dotati di una sorta di “parlamentino”, dove fondere tutte le anime che compongono l’opposizione (socialista, liberale, nazionalista) in un’azione politica comune. E questa, forse, è la sfida più difficile che aspetta i votatissimi Kasparov, Navalnyj, Udaltsov (quest’ultimo reduce dal fermo per le accuse di aver provocato disordini di piazza in occasione delle manifestazioni di questo inverno), uomini uniti da un comune rivale ma divisi da differente formazione ideologica. Che ora si preparano a governare, anche se si tratta solo di un “governo-ombra”: ma è già molto, poichè questa esperienza permetterà di capire fino a che punto l’opposizione può dirsi coesa, e su quali aspetti toccherà lavorare prima di candidarsi alla guida della Russia. Uno dei quali è la lontananza politica con i partiti d’opposizione alla Duma: se i comunisti, pur non partecipando alle “primarie”, si sono detti favorevoli ad un dialogo con il Comitato, Russia Giusta e Liberaldemocratici hanno bollato l’iniziativa come “inutile”. Asserzione abbastanza discutibile: è invece molto probabile che proprio il “parlamentino” degli oppositori potrebbe plasmare una nuova classe dirigente, e influire non poco sulla maturazione dell’acerba democrazia russa.

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