Accordo raggiunto tra Rosneft e BP: nasce colosso mondiale del greggio

Il gigante petrolifero russo statale Rosneft ha annunciato il raggiungimento di un accordo di massima con la British Petroleum per l’acquisto del 100% della joint-venture anglo-russa TNK-BP: per la cessione del 50% del suo pacchetto azionario, la compagnia britannica riceverà dai russi liquidità pari a 17,1 miliardi di dollari, parte della quale (4,8 miliardi di dollari) verrà successivamente impiegata per l’acquisto di azioni. Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso soddisfazione, e non poteva essere altrimenti, per l’accordo tra la compagnia petrolifera russa e quella britannica, che ha definito “evento importante non solo per il settore energetico ma per l’intera economia nazionale”. Il numero uno di Rosneft, lo zar del petrolio Igor Sechin, ha annunciato che la liquidità necessaria all’operazione verrà realizzata probabilmente tramite la cessione di asset non strategici e l’emissione di bond, e, soprattutto, con l’apertura di prestiti presso istituti finanziari occidentali.

Quest’ultima, probabile opzione non comporterà, ha riferito Sechin, alcun ridimensionamento del rating creditizio della compagnia, che invece dovrebbe aumentare le sue performance economico-finanziarie. L’accordo, salvo clamorosi dietrofront (come già capitato in passato, in occasione del mancato accordo per l’esplorazione dell’Artico), dovrebbe essere definitivamente siglato nell’arco di sei mesi: Rosneft diventerà così la più grande compagnia petrolifera del pianeta, con una produzione di greggio giornaliera di 4 milioni di barili, superiore a quella di altri due colossi energetici come la Exxon Mobil e la Royal Dutch Shell.