La Russia provoca Washington: “Gli Usa vìolano ripetutamente i diritti umani”

Mosca torna a stuzzicare gli Usa sul mancato rispetto dei diritti umani da parte di Washington, un tema che già in passato aveva fatto suo per rispondere alle critiche americane sulle violazioni perpetuate in Russia, come quando avava preso le difese degli attivisti di Occupy Wall Street malmenati dalla polizia americana, dimenticandosi però di quelli di Occupy Moscow, che avevano subito lo stesso trattamento dai colleghi russi. Stavolta il Ministero degli Esteri russo denuncia un record di violazioni da parte del governo americano: nel documento, presentato alla Duma venerdì scorso, si fa riferimento a violazioni della privacy, a pestaggi della polizia, a prigioni segrete e a minacce alla libertà di espressione. Sembra quasi un ritorno al passato, quando la Pravda, la Tass e Radio Mosca dipingevano l’allora nemico come un paese di imperialisti fondato sullo sfruttamento del lavoro del popolo. Il report, che cita dati provenienti da Ong statunitensi, riferisce che nelle carceri Usa è rinchiusa la più ampia popolazione carceraria al mondo: 2,2 milioni di detenuti, spesso vittime di abusi e violenze da parte della polizia (che coinvolgono circa un poliziotto su cento), che diventano molti di più se si conteggiano quelli rinchiusi nelle prigioni segrete della Cia in Polonia, Marocco, Romania e Lituania.
Il documento va giù duro anche sulla legislazione americana post 11 settembre, che in nome della sicurezza nazionale consentirebbe a Cia, Fbi e Nsc di aver liberamente accesso alla posta elettronica e agli sms dei cittadini americani: “Tra il 2004  e il 2007 il numero di messaggi elettronici monitorati dalle agenzie per la sicurezza Usa è aumentato del 3000 per cento”.

Ma non si è trattata dell’unica “stoccata” antiamericana del weekend: sempre venerdì, l’emittente satellitare all-news russa RT, che trasmette in lingua inglese anche negli Usa, ha rivelato che il Dipartimento per il Lavoro americano avrebbe (volutamente?) male interpretato i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti, il cui tasso sarebbe in realtà superiore al 41 per cento.

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