Russia, tempesta politica in arrivo: arrestato Udaltsov, leader anti-Putin

Prima “vittima” illustre del documentario-shock trasmesso la scorsa settimana dallemittente privata russa NTV, che mostrerebbe il leader della sinistra nazionalpopulista Sergei Udaltsov pianificare una serie di manifestazoni anti-Putin insieme ad uno dei principali fautori della Rivoluzione delle Rose in Georgia: si tratta proprio dello stesso Udaltsov, fermato dalle forze speciali russe con l’accusa di aver organizzato disordini di massa e rischia dieci anni di carcere.  Attualmente, l’uomo si trova in stato di fermo nei locali della SKR, la Commissione Investigativa russa, una struttura del Ministero dell’Interno che si occupa di reati politici a sfondo terroristico ed eversivo. L’arresto arriva a poco più di una settimana dalla messa in onda di “Anatomia di una protesta 2“, un reportage in cui una telecamera nascosta mostrava un uomo molto somigliante a Udaltsov incontrarsi a Minsk con il georgiano Givi Targamadze, molto vicino al presidente Saakashvili, e discutere sulle modalità per prendere il potere in diverse città della Russia. Le immagini non sono chiarissime (il filmato è di bassa qualità e molto sgranato) ma secondo gli esperti della Commissione Investigativa russa, il video sarebbe autentico. Non è della stessa opinione l’avvocato Violetta Volkova, legale di Udaltsov, secondo la quale il filmato sarebbe stato taroccato.

All’indomani della messa in onda del servizio Udaltsov aveva ammesso attività di fund-raising presso ambienti finanziari, ma aveva negato di aver mai discusso di azioni violente. Targamedze, che ha invece negato di aver mai incontrato Udaltsov, è andato giù più duro, bollando tutta questa vicenda come “propaganda russa”.

Mentre veniva portato al quartier generale della Commissione Investigativa russa, Udaltsov ha chiamato a raccolta la società civile russa “Spero che non resti in silenzio dinanzi a un’arbitraria a repressione “. Sabato 20 ottobre, intanto, l’opposizione scenderà in piazza in suo sostegno.

Dopo Michail Khodorkovskij e le Pussy Riot, si prospetta un nuovo caso politico destinato a far discutere, in Russia ma soprattutto all’estero.
Certo, se si pensa al fatto che NTV è controllata dalla Gazprom, qualche sospetto che ci si trovi in presenza di un falso può anche starci. Ma è anche vero che le dinamiche che portarono allo scoppio improvviso delle manifestazioni di piazza, dopo le elezioni parlamentari, sono simili a quelle generarono le rivoluzioni colorate in Ucraina e Georgia: troppo,  per non destare perplessità.

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