Election Day in Russia: si torna all’elezione diretta dei governatori

Domenica elettorale in Russia, dove oggi 22 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere 4.814 amministratori locali in 77 delle 83 regioni che compongono la Federazione, tra cui i governatori delle regioni dell’Amur, di Brjansk, di Rjazan, di Belgorod e di Novgorod, i primi ad essere nuovamente scelti con il voto popolare e non nominati dal Cremlino. Merito di una riforma introdotta da Dmitrj Medvedev che, per placare le proteste seguite alle contestate elezioni parlamentari di dicembre 2011, ad inizio anno ha ripristinato l’elezione diretta dei governatori regionali, soppressa  da Putin nel 2004 come misura straordinaria dopo la strage terrorista di Beslan. L’importanza della consultazione è dovuta anche alla presenza nelle varie liste di candidati rappresentanti ben 26 partiti, un numero di gran lunga superiore a quello delle precedenti consultazioni: merito della recente riforma, che facilitando notevolmente la registrazione di nuovi partiti, che ha comportato la nascita di decine di nuove forze politiche.

A urne ancora aperte non sono mancate le prime polemiche, a causa di una serie di inconvenienti tecnici che avrebbero bloccato le trasmissioni di alcune webcam piazzate nei seggi allo scopo di garantire una correttezza nelle operazioni di scrutinio. Nessun problema sembra essere stato (ancora) rilevato nella cittadina di Khimki, nella Regione di Mosca, dove il candidato di Russia Unita Oleg Shakhov dovrà vedersela con l’agguerrita candidata ambientalista Evgenija Chirikiova, divenuta leader della protesta contro il passaggio dell’autostrada Mosca-San Pietroburgo tra le secolari betulle dell’omonima foresta.

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