Un nuovo regime fiscale per il rilancio dell’Estremo Oriente russo?

L’Estremo Oriente russo e le regioni siberiane hanno bisogno di un regime fiscale ad hoc, altrimenti rischiano di restare fuori dal percorso di sviluppo già intrapreso dalle altre regioni della Federazione Russa: è l’opinione che il premier Dmitrij Medvedev ha espresso ieri pomeriggio durante un incontro con i rappresentanti del Consiglio della Federazione (la Camera Alta del parlamento russo). “Sono convinto che queste aree non rimarranno agganciate alle altre senza la creazione di un sistema di tassazione specifico, – ha dichiarato Medvedev, – anche se, e lo dico in tutta franchezza – molte delle nostre autorità economiche non sono d’accordo”: un riferimento probabilmente alle perplessità che a dicembre alcuni autorevoli esponenti istituzioni espressero dinanzi alla sua proposta di rivedere il sistema federale russo in materia fiscale, avviando una sorta di devolution nei confronti delle repubbliche autonome e delle regioni.

Medvedev ha esortato a “prender il coraggio a due mani, e creare differenti regimi di tassazione e di proprietà”, manifestando la sua consapevolezza delle difficoltà legate alla questione, “che si preannuncia difficile e causerà contrasti” sia all’interno del governo, sia tra le stesse realtà locali.
Allo scopo di dare agli investitori russi maggiori vantaggi, il Primo Ministro ritiene necessaria ormai la creazione di un fondo d’investimenti o di un’agenzia di sviluppo che incentivi gli investimenti nell’Estremo Oriente russo. L’area ad oggi è una delle più arretrate della Federazione Russa, ma dopo il recente Vertice APEC di Vladivostok pare aver assunto un nuovo ruolo nelle politiche di sviluppo di Mosca, fino a oggi più interessata agli investimenti nelle regioni ad Ovest degli Urali che nel versante del Pacifico.

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