Allarme dei giornalisti bulgari: “Il governo ha ormai il controllo dell’informazione”

Nel settore dei media bulgari si stanno creando condizioni di monopolio dell’informazione che rischiano di riportare il paese indietro ai tempi della dittatura comunista: è questo il senso dell’allarme lanciato da alcuni giornalisti bulgari a proposito della concentrazione di tv, radio e giornali nel gruppo editoriale NBMG (New Bulgarian Media Group), che ad oggi controlla quasi l’80% della carta stampata bulgara: dal Telegraf al Weekend (rispettivamente il più venduto quotidiano e settimanale del Paese), passando per i giornali Monitor e Vseki Den e per una serie innumerevoli di testate locali, fino al magazine Politika. A cui si aggiungono l’emittente radio-televisiva musicale Voice, le radio Magic, Vitosha e Veselina e il canale Tv generalista BBT. In effetti, tale concentrazione di potere mediatico nelle mani di un solo gruppo suscita preoccupazione anche presso Reporters Sans Frontiere, che nel suo report annuale sulla libertà di stampa nel mondo ha collocato la Bulgaria (paese membro dell’Ue dal 2007) in una poco dignitosa ottantesima posizione: un risultato scaturito – si legge nelle note dell’Organizzazione –  a causa della mancanza di volontà, da parte del governo, di affrontare il problema delle violazione della libertà di stampa nel Paese. Il riferimento di RSF è in particolare alla poca trasparenza sulla proprietà e sulle fonti di finanziamento di NBMG: il gruppo, nato appena cinque anni fa, è un’holding privata ma con rapporti molto stretti con le istituzioni, basti pensare che la stessa numero uno del gruppo, Irena Krasteva, è un’ex alta burocrate di Stato.

NBMG è considerato di fatto il “megafono” del governo conservatore del premier Bojko Borisov, che alcuni giornalisti indipendenti già paragonanoa Todor Zhivkov, signore e padrone della Bulgaria comunista fino al 1989, che con la collaborazione della stampa di regime aveva creato intorno a sè un vero e proprio culto della personalità. Ma anche la repentina crescita, praticamente dal nulla, della NBMG è un qualcosa che suscita più di un sospetto. Secondo l’opposizione bulgara, dietro il gruppo ci sarebbero strutture finanziarie occulte legate ad organizzazioni criminali, che userebbero la NBMG per ripulire il denaro sporco e riutilizzarlo subito per attività lecite come telefonia mobile, energia, ma anche per partecipare a gare d’appalto. Il tutto con la complicità del governo, interessato soprattutto ad avere dalla sua un’informazione di parte e facilmente addomesticabile, che non ha bisogno nemmeno di essere sottoposta a censura: membri bulgari dell’Europarlamento denunciano che la pressione di potentati economici e politici sui giornalisti è tale, che gli stessi sono costretti a censurarsi da soli.

E considerando che la BNT, la tv statale bulgara, è già sotto accusa per la sua informazione faziosa e filogovernativa, la presenza nel mercato televisivo di un gruppo editoriale privato vicino al premier Borisov ha di fatto creato nel Paese un’informazione di parte, dove non esiste contraddittorio.