Contrordine Gazprom, il braccio Nord di South Stream arriverà solo in Italia

Non c’è pace per i due gasdotti mediterranei made in Russia ed Ue, che nel prossimo futuro dovrebbero trasportare il gas caucasico e mediorientale nel Vecchio Continente: se il progetto dell’europeo Nabucco è a rischio annullamento per gli eccessivi costi di realizzazione, per il russo South Stream esiste ancora l’incognita dello sbocco settentrionale, il “braccio” che originariamente avrebbe dovuto puntare verso l’Austria e successivamente verso l’Italia. Giusto un mese fa l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, aveva confermato che il primo sbocco del braccio Nord del gasdotto sarebbe stato completato in Austria, e poi nel Nordest dell’Italia, tuttavia, la scorsa settimana, il magazine aziendale della Gazprom riportava, testualmente, che “la costruzione di South Stream (…) attraverserà Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia fino alla città italiana di Tarvisio“. Dunque l’Austria sparisce, se non dal progetto, dalle dichiarazioni ufficiali.

Errore di trascrizione? Difficile crederlo, visto che non c’è stata alcuna correzione del refuso da una settimana a questa parte.  Non è la prima volta comunque che Gazprom mischia le carte sugli sbocchi di South Stream: lo scorso dicembre fu avanzata per la prima volta l’ipotesi di cancellare il braccio Sud (quello che punta verso la Puglia) e di deviare quello Nord dall’Austria all’Italia, per meri motivi di risparmio economico.

Il percorso definitivo del gasdotto sarà approvato a novembre: subito dopo, come ha confermato Putin, partiranno i lavori di costruzione, che dovrebbero vedere la fine entro il 2015, quando i primi metri cubi di gas entreranno in territorio europeo.

Annunci